lunedì 31 dicembre 2012

Buon 2013!



Tra le tante cose successe, l'anno appena concluso ha visto nascere la straordinaria saga dei Pirin, e questo sito, che insieme alle nostre pagine facebook e twitter ha cercato di accompagnarvi nella scoperta di tante informazioni inedite sui luoghi e i personaggi della storia, e si augura di poter continuare a coinvolgervi ed entusiasmarvi in questo 2013 appena cominciato.
Per festeggiare Capodanno con voi, vi regaliamo uno splendido wallpaper inedito che ritrae i frammenti della sacra corona di Sibereht, con il quale potrete portare un tocco di magia fantasy sullo sfondo del vostro desktop! Se avete letto l'emozionante primo volume della saga, "Le memorie di Helewen", saprete quanto sia importante questo oggetto... 
Continuate a seguirci numerosi, e vedrete che vi aspetta un 2013 pieno di sorprese e fantasia sul blog ufficiale della saga dei Pirin! Buon anno a tutti voi!


lunedì 24 dicembre 2012

Carte e giochi da tavolo nel Gaimat




" (...) e accompagnò l’esortazione sfilando, da sotto le lunghe vesti, un mazzo di carte. Mi propose una sfida al famoso gioco del gashiibemahii".

Sono numerosi i giochi d'azzardo diffusi tra le diverse contrade del Gaimat, tra i quali, un posto d'onore spetta sicuramente ai giochi di carte. Non mancano, tuttavia, diversi giochi da tavolo, apprezzati anche da principi e sovrani. Spesso, si tratta di vere e proprie opere d'arte, realizzate da fini intagliatori, orafi, scultori, tanto da fare di tavole da gioco e pedine delle creazioni pregiate molto costose. Vi sono poi alcuni giochi magici o animati, come quello posseduto dalla vegliarda della foresta di Kaur, ancora più rari e, in genre, molto antichi. Secondo una leggenda ritrovata nella biblioteca di On-Ifar, il primo gioco da tavolo sarebbe stato inventato dagli Dei Halnihaiad, Signore del sole e della luna, e Luxenibar, Signore del giorno e della notte. I due cominciarono a giocare in un tempo lontanissimo, ma la loro partita non si è ancora conclusa, ed è per questo che da sempre si alternano la luce e le tenebre del cielo.
Anche in seguito, tra le razze mortali, molte cose di grande importanza (accordi politici, militari o commerciali) sarebbero state decise affidandosi ai giochi di carte e giochi da tavolo, ritenuti un ottimo mezzo per leggere la sorte.

Il gioco del gashiibemahii è raccontato da pag. 226 a pag. 227 del romanzo "Le memorie di Helewen". 





domenica 23 dicembre 2012

Le preposizioni


Nel Noth di Lothriel, esistono delle parole-seme che potremmo facilmente accostare a quelle che, nel nostro linguaggio, vengono chiamate preposizioni. Il loro significato letterale non è identico, ma molto vicino alle nostre "di, a, da, in, con, su, per, tra, fra". Ecco quali sono:

"Ath": indica il concetto di appartenenza, perciò viene tradotta come "di", "del", "dello", "della", "dei", "degli". 

"Eh": indica il concetto di posizione o localizzazione, o il fine di uno spostamento, perciò viene tradotta come "a", "allo", "alla", "ai", "agli", "presso".

"Peh": indica in genere l'origine, il punto di partenza di qualcosa o l'autore di un'azione, perciò è traducibile con "da", "dal", "dallo", "dalla", "dai", "dagli".

"Den": indica una posizione interiore, contenuta in qualcos'altro, quindi si traduce con "in", "nel", "nella", "nei", "negli".

"Coh": indica il concetto di unione, e viene quindi tradotta come "con", "insieme", "unitamente".

"Hin": indica una posizione sopraelevata, sovrastante. Viene tradotta con "su", "sullo", "sulla", "sui", "sugli", "sopra a". Esistono due parole molto simili quanto a significato. Una è "Dhàb", che può essere utilizzata per dire "sopra", "in alto", però, in genere, ha funzione di sostantivo o aggettivo ed esprime il concetto di "superiorità", "superiore", "altezza", "alto". L'altra è "Frà", traducibile anch'essa come "su", "lassù", "in alto", che tuttavia definisce soltanto un luogo, una posizione sopraelevata, ma non indica quasi mai la relazione tra due oggetti posti uno sopra l'altro. 

"Ehf": è un concetto generalmente associato al fine, allo scopo di qualcosa, ed è perciò traducibile con la preposizione "per". 

"Thd" (la pronuncia è "thed" o "thid" a seconda dei dialetti e le inflessioni regionali): indica la centralità o di qualcosa, un punto mediano, ed è perciò tradotto con le preposizioni "tra", "fra", "in mezzo a".

Vediamo un esempio di utilizzo di queste parole-seme all'interno di una frase, con relativa traduzione:
"Den i punair, coh cau wel, ehf erxellaar peh Lothriel eh On-Ifar, ehyophi hin jumi usgrani, terdenteth fiai luxei ath welaar".
Trad.: "In questa stagione, con un buon destriero, per andare da Lothriel a On-Ifar, rimanendo sulle strade lastricate, ci vogliono pochi giorni di cavalcata". 


sabato 22 dicembre 2012

L'infinito tormento di Zauthra



I prodi esploratori, scoprirono che il luogo era realmente disabitato. Sembrava che nulla di vivente vi potesse sussistere. L’unica eccezione, era costituita da un grande fiore, forse un giglio o fiordaliso, dai petali neri come la pece e dal fogliame giallo pagliericcio, che cresceva apparentemente rigoglioso al centro della corte...

Nei racconti fantasy siamo stati abituati a trovare ogni sorta di demone malvagio, orco o essere mostruoso, ma non capita spesso che il nemico più arduo da combattere, il vero "cattivo" di una storia, sia... un fiore! Infine, che si tratti di un fiore parlante, dotato di una psicologia complessa e tormentata, e che, come se non bastasse, sia in grado di controllare le vite e determinare il destino di così tante persone. In effetti quello di Zauthra potrebbe sembrare, ad alcuni, un potere illimitato. Ma forse non è così. Sembra esserci un modo per minare  le fondamenta della sua forza. Ma per farlo potrebbe rivelarsi necessario mettere in gioco tutto quanto, sacrificare ogni certezza, preparandosi ad uno scontro epico destinato a cambiare per sempre la faccia del mondo. D'altra parte, questo sembra l'unico modo per liberare la terra di Gaimat dalla sua piaga più grande...

La storia di Zauthra è raccontata da pag. 331 a pag. 335 del romanzo "Le memorie di Helewen".



mercoledì 12 dicembre 2012

Sostantivo o aggettivo?

Come abbiamo visto (cfr. "Parole-seme e parole-germoglio"), la lingua dei Pirin non fa differenza tra sostantivi, aggettivi e verbi. Se per riconoscere i verbi, tuttavia, intervengono in nostro aiuto le desinenze verbali, come distinguere i sostantivi dagli aggettivi? Lessicalmente, non vi è nulla che li distingua. Questo perché per i Pirin gli aggettivi non esistono. Così, nel Noth, un uomo non è alto o basso, ma è altezza o bassezza. Un guerriero non è forte o debole, ma forza o debolezza. 
Vediamo: letteralmente, "E ar esistehes dhàb", si traduce "Quell'uomo è altezza". Tuttavia, il significato è che "Quell'uomo è alto". Oppure: "Ae luxe farhyn". Letteralmente, si traduce "Un giorno gioia", ma va compreso come "Un giorno gioioso".



lunedì 10 dicembre 2012

Hairam, la futura regina




(...) Hairam, la ragazza intelligente e capace di trovare una soluzione ad ogni problema che sarebbe poi diventata mia moglie, nonché regina, ma che allora non era altro che la figlia di Gdhalcan...

Non conosciamo la data di nascita di Hairam, ma in quanto compagna di giochi di Helewen, prima che sua sposa, possiamo supporre che i due fossero pressappoco coetanei. Questo colloca la sua nascita, verosimilmente, tra gli anni 1770 e 1775 della Settima Era. Suo padre Gdhalcan, è il sovrintendente dell'agorà, il che ci fa intuire che la famiglia di Hairam dovesse godere di una certa considerazione a Lothriel, e che la sua abitazione si trovasse in prossimità del palazzo reale, all'interno della cittadella; il che può in parte spiegare il contesto che ha permesso e favorito l'assidua frequentazione tra la ragazza e il figlio del re sin dalla più tenera età. 
Hairam è una ragazza  sveglia e vivace, ma anche misteriosa e profonda, tanto da risultare, talvolta, indecifrabile. Anche il suo rapporto con Helewen non appare, da subito, ben delineato: per adesso, è sospeso, piuttosto, in una dimensione di confine tra amicizia e amore, o forse qualcosa di diverso. Un sentimento ancora privo di contorni definiti, che deve trovare il tempo e il modo di essere esplorato da entrambi, poiché spesso superato dagli eventi...
Hairam con il suo carattere determinato e travolgente, il suo spirito dominante, ci mostra in più di un'occasione quanto le donne di Lothriel godano di grande emancipazione e libertà d'espressione. Del resto, le donne hanno sempre rivestito un ruolo rilevante nella società dei Pirin, come dimostrano gli emblematici personaggi femminili che in epoche diverse hanno segnato la storia di questo popolo.


giovedì 6 dicembre 2012

Marfren, il terrore di Kaur




Se sceglierà questa strada, puoi vederlo tu stessa, s’imbatterà in un mostro. Questa è Marfren, la creatura più temuta nella foresta: ha muso d’orso, corna di stambecco, criniera di leone, zampe di lucertola, corpo di faina, e un nodo di serpi come coda...

Questa spaventosa chimera, vissuta nella Settima Era, ha terrorizzato per molti anni coloro che si avventuravano nel bosco di Kaur. In molti hanno provato a darle la caccia, ma senza successo. Viene descritta come una bestia famelica e sanguinaria. Ma questo essere nasconde anche il segreto di una storia tormentata...

La storia di Marfren è raccontata da pag. 376 a pag. 383 del romanzo "Le memorie di Helewen".


martedì 4 dicembre 2012

Recensione sulla "Rivista di Lugano" del 30 novembre



Dalla penna dell'autore ticinese Sebastiano B. Brocchi ha visto la luce una nuova saga fantasy, quella dei Pirin. Ha preso il via con un primo capitolo ricchissimo di storie, fatti e personaggi, intitolato "Le memorie di Helewen" (casa editrice Kimerik, 2012). Il libro è un vero e proprio labirinto fiabesco, costellato di fiorenti civiltà, creature leggendarie, oggetti magici, potenti divinità, luoghi incantati ed epiche battaglie. Un libro che si può leggere ma anche ammirare, grazie a decine di illustrazioni a colori e in bianco e nero, tutte realizzate dall'autore, che accompagnano il lettore nella conoscenza di popoli, personaggi, mappe, alfabeti, armi, gioielli, bandiere, flora e fauna di questo incredibile universo fantasy...


Messer Seldaquetel, il cavaliere del nord



Anche lo scudiero, che si chiamava Brotharbui, aveva partecipato allo scontro, e aveva visto con i suoi occhi Seldaquetel battersi con memorabile prodezza, ed essere infine disarcionato da una freccia nemica.

Messer Seldaquetel è un personaggio marginale ne "Le memorie di Helewen", di cui abbiamo poco più che uno sbiadito riflesso tra le pagine del diario di Rirhos. Ciononostante, la sua figura ci permette di fare alcune importanti considerazioni. In primo luogo, su come il popolo dei Fhegòlnori si sia battuto attivamente e con coraggio per la difesa dei confini orientali del Gaimat. Profondamente diversi dai cavalieri occidentali sia per il loro aspetto e armamento che per le tecniche di combattimento, i Fhegòlnori sono guerrieri meno eleganti e organizzati ma sicuramente eccellenti nell'ingaggiare aspri corpo a corpo. 
Essi non usano indossare splendenti armature levigate, né portano uniformi che permettano di distinguerli come membri di un reggimento. Il loro abbigliamento è molto eterogeneo, e si compone di stoffe diverse (anche molto pregiate) dagli elaborati ricami ornamentali, spesso bordate di pelliccia, per tenere al caldo questi uomini abituati a cavalcare nella tundra innevata; e pesanti mantelli tenuti insieme da fibbie in metallo decorato, in genere rame, ottone o bronzo, più raramente oro, talvolta incastonati di gemme preziose. 

A differenza dei soldati Arion e Duharion, i cui scudi sono generalmente oblunghi a forma di goccia, e riportano i blasoni di regni e città stato, i Fhegòlnori utilizzano più spesso scudi rotondi, in metallo, con scene e simboli in rilievo, spesso legati a stemmi di famiglia. Infatti, i cavalieri del Fhegòlnor combattono raramente in nome di una nazione, ma più spesso per sè stessi, cercando di costruirsi una fama gloriosa con imprese eroiche. Anche il loro armamento rispecchia quest'attitudine: esso non è fornito da arsenali dello stato, come avviene ad esempio a Sandovelia, bensì è affidato alla scelta dei singoli, e può quindi variare sensibilmente da cavaliere a cavaliere.
Le armi generalmente più amate dai Fhegòlnori sono l'ascia, la daga, l'arco o la lancia, e per realizzarle possono contare su ottimi fabbri, che tuttavia utilizzano poco il robusto acciaio, ancora poco diffuso nelle regioni settentrionali del Gaimat.

Del cavaliere Seldaquetel si racconta da pag. 320 a pag. 352 del romanzo "Le memorie di Helewen".




domenica 2 dicembre 2012

Una splendida idea regalo



Non hai ancora pensato ai regali di Natale da fare, quest'anno, ai tuoi cari? Perché non optare per una scelta originale e intrigante, come il romanzo "Le memorie di Helewen" di Sebastiano B. Brocchi (Casa Editrice Kimerik, 2012)? Vedrai, questo libro saprà coinvolgere e appassionare giovani e meno giovani, grazie alla sua ricchezza narrativa: una storia avventurosa e fiabesca, fantasiosa, eroica e magica, romantica e commovente, ma anche intrisa di profonde domande e riflessioni sul senso della vita... Un regalo perfetto per tutti, e per te innanzitutto! Una lettura che trasformerà le tue vacanze di Natale in un  epico viaggio attraverso mondi immaginari... Cosa aspetti a intraprendere l'avventura? 

video

sabato 1 dicembre 2012

Singolare e plurale

Vi è una regola linguistica semplice e universale per il Noth di Lothriel: il plurale di una parola si forma aggiungendo la desinenza "i". 
Alcuni esempi: "nihktil" (frutto, bacca), "nihktili" (frutti, bacche). "Lin" (coppa, calice, bicchiere, vaso), "lini" (coppe, calici, bicchieri, vasi). "Onaith" (tavolo), "onaithi" (tavoli).

Vi sono, però, alcuni casi eccezionali che vanno considerati. Per alcune parole (molto poche, in realtà), esistono dei plurali particolari. Parole per le quali il plurale in "i" non è sbagliato (e talvolta compare), ma sconsigliabile o poco utilizzato,  in genere poiché  decaduto e soppiantato da altre forme più recenti, o perché derivato dall'influenza di altre lingue. 

Ecco alcune di queste eccezioni: 
"Ad" (dio, dea, divinità) al plurale diventa "adhìr".
"Ah" (donna, signora, dama, sposa, femmina, femminile), diventa "aali". 
"Ar" (uomo, signore, sposo, maschio, maschile, virile), diventa "arion".
"Atthù" (vita, vivo, vivente, animato, ricordo, ricordato), diventa "atthì".
"Edimuk" (gnomo), diventa "edimukku".
"Ilsi" (popolo, gente, nazione), diventa "ilsei".
"Màni" (sasso, ciottolo, pietra, grano, granello), diventa "mànis".
"Mason" (castello), diventa "masond".
"Noth" (voce, verbo, parola, volere, volontà, decisione, linguaggio), diventa "nothel".
"Padran"(gesto, movimento, azione, gestualità), diventa "padranar".

Un'altro tipo di eccezione, è costituita da quelle rare parole che finiscono in "i" al singolare. In questi casi, il plurale sarà reso con la doppia "i". Esempio: "iri" (cerbiatto), al plurale diventa "irii" (cerbiatti), "nevi" (lago), al plurale diventa "nevii" (laghi), "mari" (stanza, sala, locale) diventa "marii" (stanze, sale, locali).

Vi sono, infine, alcune parole che non variano al plurale o singolare, come "Pi" (ninfa, fata, ninfe, fate) e "Din"(spiritello, spiritelli). 

venerdì 30 novembre 2012

Il palazzo reale di Lothriel



Il palazzo reale è una delle meraviglie di Lothriel. Oltre ad ospitare la famiglia reale e tutti gli inservienti, è anche la residenza dei ministri membri del consiglio cittadino.
Troneggia maestoso sulla cittadella fortificata, subito sotto al grande tempio di Ghaladar (che sorge sul lato orientale del palazzo); e sopra al ginnasio, grande edificio dedicato alle attività ginniche, atletiche e sportive (sul lato meridionale del palazzo). A sud e a nord del palazzo reale si trovano invece, rispettivamente, il tribunale e la piazza principale. 
Il complesso architettonico del palazzo reale si compone di diversi edifici: il principale (e più antico) è il mastio, in centro all'ala est, sotto la cui immensa cupola si trova la sala del trono. In seguito è stato costruito il perimetro quadrato, ai cui quattro angoli si trovano altrettante torri, e un portale monumentale in centro all'ala ovest.

Le dimensioni della magione sono impressionanti. Sebbene non raggiunga l'altezza e la maestosità del tempio di Ghaladar, si tratta comunque dell'edificio più vasto costruito nel regno. Il mastio misura 182,5 dektelatthadar (corrispondenti a 136,875 metri) per lato, mentre il perimetro dell'intero palazzo è di 2'920 dektelatthadar (2'190 m), ovvero 730 dektelatthadar (547,5 m) per lato. Le quattro torri hanno, invece, una base di 91,25 dektelatthadar (68,4375 m) per lato. Il lussureggiante giardino che cresce all'interno del gigantesco chiostro del palazzo, ha una superficie di 1,499 qunaon (112'408,594 m2). In esso si trovano migliaia di diverse specie botaniche, tra le più rare e pregiate che crescano nel Gaimat, e vi sono allevati animali altrettanto rari ed esotici. Nel parco si trova anche una sorgente d'acqua pura, che rende il palazzo autonomo per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico.



martedì 27 novembre 2012

L'abbigliamento di re Helewen




Era un uomo alto, con lunghe e pregiate vesti color panna, ricamate con arabeschi dai toni metallici, e diversi monili di bella fattura...

L'abbigliamento di Helewen ci offre un'interessante dimostrazione dei gusti dei Pirin in fatto di moda. E' nota la maestria del popolo di Lothriel in tutti i campi dell'arte e dell'artigianato, e la sartoria non è da meno. L'usanza di vestire sempre di bianco non impedisce ai Pirin di sperimentare una grande varietà di soluzioni nel confezionare abiti dalle fogge più diverse, ma facilmente identificabili come prodotti del regno dei fiori di loto. 
Tra i canoni stilistici più apprezzati dai discendenti di Uhilyn, che possiamo riconoscere in questa veste di Helewen, vi sono: i mantelli drappeggiati, le vesti stratificate, le maniche dai polsi molto ampi, i guanti e gli stivali scamosciati, i pantaloni ricoperti da una gonna. In realtà, la gonna di questo abito in particolare, lunga dietro e corta sul davanti, è una versione poco diffusa: più comune è il gonnellino corto, che arriva generalmente all'altezza delle ginocchia o una spanna più in sù. 
Altra caratteristica dell'abbigliamento Pirin è la lunga banda ricamata, simile nella forma ad una grossa cravatta, che parte dalle spalle e arriva una o due spanne sotto la vita. Su questa striscia di stoffa, gli artigiani di Lothriel usano spesso far ricamare le insegne della loro gilda. 
Come cinture, i Pirin utilizzano in genere delle fasce di seta, annodate o, più spesso, tenute insieme da spille di metallo. 



lunedì 26 novembre 2012

La battaglia dei due borghi




Vi erano due villaggi fortificati arroccati alle pendici dei monti, uno a Oriente e l’altro ad Occidente. Vidi che poco più in là, in centro al prato, infuriava una battaglia, e gli eserciti recavano i vessilli dei due villaggi...

La scena di battaglia, in apertura, ci mostra uno spaccato del cruento scontro al quale assistette Filo Cobalto poco dopo aver oltrepassato la soglia della misteriosa valle in cui si avventurò. Il castello orientale e quello occidentale dovevano essere delle fortezze relativamente popolose, per dispiegare in campo qualche centinaia (o forse poche migliaia) di armati. Si tratta di eserciti molto piccoli paragonandoli alle sterminate legioni di cui possono disporre città del calibro di Sandovelia, Noghard o NothronBin, ma, ciononostante, ben armati e addestrati, come se ne trovano molti, nel Gaimat, a scendere in campo per dirimere le controversie tra i Signori di feudi confinanti. Sono truppe in cui conta ancora molto il prestigio e la prodezza individuale, in cui i paladini vengono annunciati da araldi, e in cui gli armamenti sono realizzati, perlopiù, in base al gusto dei singoli cavalieri. Sarà possibile, perciò, riconoscervi una grande varietà di forme e stili, sia nelle armi che in elmi, scudi e corazze, così come nelle bardature e gualdrappe dei cavalli. I vessilli magenta e quelli arancio sono, perciò, uno dei pochi chiari segni d'appartenenza alle schiere, rispettivamente, di Gànarylis il Superbo e Yuyedo l'Onesto. 

La scena di battaglia si trova a pag. 172 del romanzo "Le memorie di Helewen".


domenica 25 novembre 2012

Recensione su "Four Ticino" del 25 novembre




Un’opera intensa, avventurosa, talvolta commovente, intrisa di un’atmosfera misticheggiante dal sapore misterioso. Nel vasto e variegato panorama della letteratura fantasy attuale, la saga dei Pirin, che esordisce quest’anno con il primo volume intitolato “Le memorie di Helewen” (Sebastiano B. Brocchi, Casa Editrice Kimerik), si distingue non soltanto per essere la prima proposta del suo genere ideata da un autore ticinese, ma anche, in senso più vasto, per il suo originale approccio a questo genere letterario. La profondità con la quale Brocchi ci permette di immergerci nell’universo da lui immaginato trova pochi paragoni, anche grazie alla ricchissima iconografia che accompagna l’opera (non meno di cinquanta pagine illustrate a colori e diversi schizzi in bianco e nero, tutti realizzati dall’autore), e che ci introduce alle civiltà narrate con dovizia di particolari. Dagli alfabeti all’araldica, dall’architettura all’abbigliamento, passando per armi e armature, flora e fauna, divinità e creature fatate, senza dimenticare il calendario, il sistema monetario o quello di numerazione... insomma tutto quanto contribuisca a rendere quasi reale questo universo fiabesco e conferire maggiore spessore e piacevolezza alla già di per sé nutrita e articolata trama del racconto, o meglio dei racconti, trattandosi in realtà delle vicende di diversi personaggi che confluiscono tutte in un filo conduttore centrale. Un apparentemente inesauribile garbuglio di eventi leggendari, che emerge e pian piano prende forma dalle parole di re Helewen, uno degli ultimi discendenti di una razza di semidei ormai quasi estinta: i Pirin, nati dall’unione di una Fata e di un mortale. Amori, battaglie, intrighi e incantesimi, oggetti magici e curiose creature, si avvicenderanno come in un coloratissimo caleidoscopio sullo sfondo di un’epica missione: trovare il predestinato a portare la corona del Re del Mondo, e sconfiggere per sempre il regno del caos…  



sabato 24 novembre 2012

Come acquistare "Le memorie di Helewen"




PER L'ITALIA

La Casa Editrice Kimerik distribuisce libri in tutta Europa, Usa e Canada. Potete ordinare il libro direttamente dall'editore, scrivendo una mail a info@kimerik.it, prenotandolo telefonicamente al nr. 094 121 503, o acquistandolo online sul sito:
http://www.kimerik.it/Acquistare.asp.
Puoi, inoltre, consultare l'elenco delle librerie affiliate al circuito Kimerik sul sito http://www.shoplibri.com/Circuito.asp, se preferisci ordinare il libro in libreria. 
Infine, il romanzo è presente su tutti i maggiori cataloghi di libri online, come IBS e BOL


PER LA SVIZZERA 

Se ti trovi in Svizzera, puoi acquistare il romanzo "Le memorie di Helewen" in diversi punti vendita. Consulta questo elenco aggiornato per conoscere le librerie in cui ti sarà possibile trovare "Le memorie di Helewen":

  • LIBRERIA DEL MOSAICO - Via E. Bossi 32 - 6830 CHIASSO 


Il romanzo è anche disponibile ad un prezzo speciale sullo shop online della Stelex Software!

Allora cosa aspetti? Non perderti il fantastico primo volume della saga dei Pirin!

giovedì 22 novembre 2012

Il diadema di madreperla




Il vecchio chiese al ragazzo di aspettarlo un momento, e andò a prendere qualcosa all’interno della bottega. Tornò con un oggetto tra le mani: era un diadema di madreperla. “Tieni!”, disse al figlio. “È per te”.

Un dono prezioso, non soltanto per il suo pregio materiale, ma soprattutto per il suo potere magico e per l'importante significato che questo oggetto avrà nella vita del giovane Ofat e di Rirhos la guaritrice. La storia non ci dice nulla sull'origine di questo manufatto. Circolano, tuttavia, alcune leggende sulla creazione del diadema di madreperla. Secondo alcuni, il monile sarebbe stato coniato dal Dio Dhar in persona, anche invocato con il nome Meperadar. 
Dando credito a questa versione (che è quella più comunemente accettata e tramandata) il diadema di madreperla farebbe parte di una serie di gioielli magici forgiati dal Dio, ognuno dei quali avrebbe dovuto rappresentare un diverso gesto o grado di amore. La leggenda vuole che solo radunando tutti insieme i diversi monili di Dhar, si diverrebbe capaci di amare nel modo più completo e perfetto.

Del diadema di madreperla si parla da pag. 359 a pag. 399 del romanzo "Le memorie di Helewen".


mercoledì 21 novembre 2012

Parole-seme e parole-germoglio

La lingua dei Pirin ha una struttura per molti aspetti simile a quelle che conosciamo, per altri profondamente diversa. In essa non esistono gli "articoli", né la divisione tra "sostantivi", "aggettivi", "verbi" altre parti del discorso. Esistono, invece, parole-seme (Ñònon-nothele parole-germoglio (Athus-nothel).

Una parola-seme (Ñònon-noth) descrive un concetto assoluto, un'essenza. Una parola-germoglio  (Athus-noth) rappresenta l'evoluzione di un concetto e il suo adattarsi a casi specifici, precisando la sua funzione nel discorso. Esistono, poi, diversi gradi di evoluzione delle parole-germoglio, che variano dalla semplice aggiunta di desinenze per specificare il genere e il numero o la declinazione verbale, arrivando a parole composte di maggiore complessità. 

Per comprendere meglio l'idea espressa, prendiamo alcuni esempi. "Ev", è una parola-seme. Trattandosi di un concetto astratto, per tradurlo dovremo fare ricorso ad alcuni sostantivi e aggettivi, che tuttavia non potranno rendere pienamente il suo significato. Possiamo tradurre "Ev" con: vista, veggenza, guardia, osservazione, visibile, visto, osservato

Per far capire che la parola "Ev" viene usata per esprimere un'azione, e quindi attribuirle una funzione verbale, verrà declinata con una delle diverse possibili desinenze verbali. Prendiamo, per il nostro esempio, la desinenza dell'infinito, "aar". 
Unendo Ev + aar, otterremo dunque "Evaar", parola-germoglio che significa: vedere, osservare, guardare, vigilare, fare la guardia.

Se invece volessimo unire la parola-seme "Ev" ad un'altra parola-seme, poniamo "Adar" (re, sovrano, signore), otterremmo la parola-germoglio "Evadar", che letteralmente si potrebbe leggere come "re della vista", oppure "signore dell'osservazione", ma che è invece una parola del tutto nuova: "Evadar", infatti, significa occhio. Quindi vediamo che una parola semplice come "Evadar" (occhio) racchiude in sè un significato più sottile e profondo: l'occhio è il "sovrano" della vista. 
Se, invece, volessimo dire proprio "re della vista" senza riferirci all'occhio, scriveremmo le parole "Adar" e "Ev" separatamente, e aggiungeremmo fra loro la particella "Ath", che indica appartenenza. Avremmo quindi "Adar ath ev". 

Un'ulteriore evoluzione, per comprendere come i Pirin "costruiscano" le parole. Se a "Ev" e "Adar", unissimo anche la parola-seme "" (acqua), ottenendo quindi "Evadarhè", avremmo una parola nuova, che significa lacrima. La lacrima è quindi, letteralmente, "l'acqua del re della vista". Con la declinazione verbale, "Evadarhè" + "aar", "Evadarhèaar", diventa piangere, lacrimare.  
Ancora una volta, se non volessimo intendere "lacrima" ma proprio "acqua del re della vista", non scriveremmo "Evadarhè" bensì "Hè ath adar ath ev".

Una volta compreso questo rapporto tra parole-seme e parole-germoglio, tradurre la lingua Pirin sarà molto più facile...




Miràlah, la Fata di Onesi




Dopo alcuni momenti di indecisione, fu Miràlah stessa a fugare i nostri dubbi, riemergendo dalle acque cristalline e facendoci segno con la mano di seguirla, e rituffando subito dopo nel laghetto la sua lunga chioma dai riccioli di rame. 


Miràlah rientra a pieno titolo tra i personaggi più interessanti e misteriosi che popolano il Gaimat. La bellissima Fata, dal mutevole aspetto, che parla sempre di sè in terza persona, e che in un istante ha rubato il cuore di chi ha avuto la fortuna di scorgerla con le sue reali sembianze.
Eccola, in questo inedito ritratto, colta un momento prima di rituffarsi tra le acque del laghetto nel quale si bagna ogni sera al calar del sole. I suoi occhi sono luminosi, come quelli di tutte le creature fatate, e anche la sua fluente chioma ondulata è in grado di illuminarsi come fuoco. Ma qual'è il segreto della chiave che porta al collo?

La storia della fata Miràlah è raccontata da pag. 260 a pag. 284 del romanzo "Le memorie di Helewen".



Duello all'obelisco rosso




Ogni volta che il cavaliere fendeva con forza l’aria con la bella spada argentea, da essa esplodevano saette, tali che avrebbero intimidito qualunque avversario... 

L'immagine immortala un momento del duello tra re Osondel e il misterioso Cavaliere delle Tempeste. Il luogo è la roccia detta dell'obelisco rosso (ru mantùir in lingua Pirin), che sappiamo sorgere in prossimità del villaggio di Aggiukebin. Il paesaggio che fa da sfondo è quello delle terre centrali del Gaimat, un'alternanza di montagne dai picchi innevati e strette vallate boscose tra le quali è facile imbattersi in villaggi e castelli di Uomini e Nani, città ben difese, strade lastricate che serpeggiano dai campi, i vigneti e i mulini a vento del fondovalle, sù, sù, passando dalle selve, fino agli alti crinali percossi dal vento.
In tutto questo, l'obelisco rosso non è altro che un minuscolo testimone silenzioso e solitario, sperduto tra gli alti pascoli a picco sui burroni.
Non è del tutto chiara l'origine e la funzione del monumento. L'obelisco rosso potrebbe fare parte di una serie di elementi di segnalazione, forse posti su antichi confini, indicare i limiti di un feudo. Tuttavia, l'obelisco sembra essere l'unico del suo genere nella regione, come dimostra il fatto che gli abitanti del luogo si riferiscano ad esso per indicare proprio quella roccia e nessun'altra. Il che fa supporre che il monolito potesse avere un ruolo commemorativo, funerario o liturgico. Vestigia di un'antica necropoli, oppure segno trionfale eretto sul luogo di un'antica e ormai dimenticata impresa...
Un'altra ipotesi è che l'obelisco fosse legato alla grotta, poco distante, di cui parla Athusfine. Forse in passato qualcuno aveva trovato l'imboccatura della grotta e, per ritrovarla in seguito, decise di erigere una pietra di segnalazione. 
Si tratta in ogni caso di un monolito di piccole dimensioni, che non deve aver necessitato del lavoro di molte persone per essere scolpito e innalzato. Non è da escludere che la pietra si trovasse già in quella posizione, e per questo fu sufficiente levigare, incidere e dipingere di rosso una guglia rocciosa naturale. 

Il luogo è abbastanza impervio, e raggiungerlo, la notte del duello, è stato ancor più difficoltoso a causa dell'oscurità e la pioggia scrosciante. Se, da un lato, il Cavaliere delle Tempeste conosce questo tratto di montagna come le sue tasche, il che rappresenta un netto vantaggio sul suo avversario, è anche vero che il suo equipaggiamento è decisamente più pesante e ingombrante di quanto non lo sia quello di Osondel. Quest'ultimo, infatti, non è impacciato dall'armatura metallica, e il suo abbigliamento gli permette una maggiore libertà di movimento. D'altro canto, però, ricordiamo che Osondel non dispone di un'arma magica come la potentissima spada brandita dal suo temibile avversario! Il sovrano di Lothriel confida soltanto della sua conoscenza delle arti marziali Pirin e... sulla sua alleata invisibile.


Il duello all'obelisco rosso viene raccontato da pagina 139 a pagina 143 del romanzo "Le memorie di Helewen".





martedì 20 novembre 2012

Il Noth di Lothriel


Iniziare un discorso sulla lingua dei Pirin impone di considerare per prima cosa il termine che designa, appunto, la lingua o linguaggio. "Noth", in realtà, è una parola che significa diverse cose: voce, verbo, parola, volere, volontà, decisione. Per esteso, lingua o linguaggio
Nel Gaimat, quando si parla di "Noth" per riferirsi ad una lingua, si parla in genere dell'unica lingua universale conosciuta in tutto il continente, quella insegnata originariamente dagli Dei e in seguito tramandata dai Pirin. Tuttavia, solo a Lothriel il Noth è rimasto, salvo impercettibili evoluzioni, quello originale. Nel resto del mondo conosciuto, i diversi popoli hanno a loro modo adattato e stravolto il Noth trasformandolo in una grande varietà di dialetti regionali o ardnothel (del cui lessico e della cui grammatica sappiamo poco). 
Lo stesso vale per l'alfabeto: in quanto depositari dell'alfabeto sacro o ieratico, i Pirin si sono preoccupati di tramandarlo ai posteri così come venne affidato loro, mentre gli altri popoli crearono molti diversi alfabeti regionali. Così, nel Gaimat, linguaggio e alfabeto dei Pirin sono rimasti l'unica lingua comprensibile (e leggibile) ovunque, almeno da quanti abbiano ricevuto un'istruzione. E' per questo che, nel corso della nostra esplorazione, ci occuperemo soprattutto di spiegare e analizzare il lessico e la grammatica del Noth di Lothriel, il linguaggio con il quale re Helewen ha dettato le sue memorie al giovane Nhalfòrdon-Domenir...


sabato 17 novembre 2012

"Le memorie di Helewen" finalmente disponibile!




Questo non è soltanto un libro. Questa è una sfida. Una scommessa nel dare vita ad un mondo. Portare alla luce un profondo e ricchissimo universo che, fino a ieri, esisteva soltanto nella mente del suo autore, lo scrittore e artista Sebastiano B. Brocchi, e che ora diventa invece un luogo dell'immaginazione da condividere con tutti voi, nel quale ognuno di voi potrà immergersi usando nient'altro che la fantasia.

Il romanzo "Le memorie di Helewen" (Casa Editrice Kimerik) è un vero e proprio portale magico che vi farà tornare ai mondi fiabeschi visitati nei sogni d'infanzia, quelli popolati da draghi, stregoni e cavalieri, e vi accompagnerà in nuovi sogni fatti di popoli, creature, città e oggetti incantati tutti da scoprire. La trama del romanzo, è in realtà l'incontro e la confluenza di molte storie, miti e favole, che si intrecciano intorno ad un grande filo conduttore: le avventure che hanno portato alla nascita del popolo dei Pirin, lo sviluppo della loro fiorente civiltà, e la missione alla quale sono stati predestinati dagli Dei.

Un viaggio che continuerà anche oltre la lettura del libro, sui tre siti web dedicati a questa nuova saga (pirinsaga.blogspot.com, facebook.com/pirinsaga e twitter.com/SagaPirin), dove troverete sempre nuovi approfondimenti, straordinarie immagini inedite, notizie e altri extra riguardanti l'universo dei Pirin!


Il romanzo "Le memorie di Helewen", 22.- euro, può essere acquistato:

1) online con una e-mail a: info@kimerik.it

2) puoi prenotarlo telefonicamente al nr. 094 121 503

3) puoi acquistarlo online sul sito della Casa Editrice: http://www.kimerik.it/Acquistare.asp

4) Fra 20 giorni potrà essere ordinato nelle librerie del circuito Kimerik http://www.shoplibri.com/Circuito.asp

5) Prossimamente sarà disponibile anche in diverse librerie della Svizzera italiana al prezzo di 28.- Sfr. (l'elenco delle librerie sarà pubblicato su questo sito).




domenica 21 ottobre 2012

Aspettando il re


Un nuovo intenso ritratto di re Helewen, in attesa dell'ormai imminente uscita del romanzo "Le memorie di Helewen" in libreria, prevista per le prossime settimane...

giovedì 18 ottobre 2012

La saga sta per sbarcare in libreria!


Manca veramente poco alla pubblicazione del primo volume della saga, il romanzo "Le memorie di Helewen" di Sebastiano B. Brocchi, che verrà dato alle stampe dalla Case Editrice Kimerik nelle prossime settimane! Non dovrete pazientare ancora molto per immergervi in un'epica avventura che vi trascinerà in mondi sconosciuti, destini straordinari, magie, ricerche, duelli e battaglie, profezie e rivelazioni! In questo romanzo avrete molto da scoprire: non sarà facile dipanare il ricchissimo intreccio di fatti, personaggi, intrighi e incantesimi, che vi catapulteranno nel meraviglioso universo dei Pirin...
Continuate a seguirci per rimanere aggiornati!

venerdì 12 ottobre 2012

La pronuncia delle parole in lingua Pirin

In questo elenco, che verrà via, via aggiornato con sempre nuove parole, troverete la trascrizione fonetica dei principali termini in lingua Pirin per una corretta pronuncia.

Nomi di luoghi:

Gaimat: g'aimat


Lothriel: lɔtriɛl

Nomi di popoli:


Pirin: p'irin


Nomi dei personaggi:

Helewen: ɦɛleven

Nhalfòrdon-Domenir: nɦ'alfɔrdon-dɔmenir

Osondel: ɔsondɛl

Rirhos: r'iros

Theoson: t'eosɔn



domenica 29 luglio 2012

Theoson


Scoprirete anche la leggenda dell'orafo Theoson, e di come i suoi amori e la sua avventura portarono alla nascita della stirpe dei Pirin...

giovedì 26 luglio 2012

Rirhos


Quanti segreti emergeranno dal diario sepolto di Rirhos la guaritrice! Un avventuroso viaggio e una missione destinata a cambiare il mondo...




Osondel


Scoprirete la straordinaria avventura di re Osondel, che lasciò il suo regno per cercare una piuma... molto speciale. 


Helewen


Sono molte le cose che re Helewen avrà da raccontare... la nascita della sua terra, l'origine del suo popolo, l'edificazione del regno dei suoi antenati, la vita fuori dal comune di suo padre e, infine, gli eventi straordinari di cui è stato testimone a partire dagli anni della sua giovinezza...

Nhalfòrdon-Domenir



Ne "Le memorie di Helewen", il primo capitolo della saga dei Pirin (uscita prevista per quest'anno), farete la conoscenza del giovane Nhalfòrdon-Domenir, ragazzo costretto su una sedia a ruote a causa di una paralisi alle gambe, che tuttavia, grazie al potere della fantasia e l'immedesimazione, potrà intraprendere un viaggio straordinario ascoltando i ricordi e i racconti leggendari del suo padrino, re Helewen; accompagnandovi così nel viaggio alla scoperta delle meravigliose terre di Gaimat e l'incredibile storia dei Pirin...

domenica 22 luglio 2012

I reami dell'utopia



Immaginare i regni del Gaimat non è stato soltanto un esercizio di fantasia e creatività artistica, ma anche un viaggio verso il sogno e l'utopia, la riflessione sullo stato ideale cara ai filosofi di ogni epoca, la ricerca di suggestioni su mondi possibili... 

giovedì 19 luglio 2012

Un lavoro durato più di dieci anni


Il lavoro che ha portato allo sviluppo della saga dei Pirin è durato più di dieci anni, e non si è ancora concluso. In questo tempo, oltre all'ideazione e alla redazione della storia, sono stati realizzati da Sebastiano B. Brocchi centinaia di schizzi, disegni a matita,  penna grafica, pennarello, tempera, rendering digitali, per illustrare i più diversi dettagli del continente immaginario di Gaimat. Molti di questi disegni potrete già ammirarli quest'anno con la pubblicazione del primo volume della saga, "Le memorie di Helewen", molti altri verranno pubblicati su questo sito (che si arricchirà con il tempo di diverse sezioni inedite), per altri dovrete aspettare ancora, l'arrivo dei prossimi capitoli: la scoperta di un nuovo mondo richiede tempo e pazienza...



lunedì 16 luglio 2012

Tra mistica e avventura


Come negli antichi poemi epici, come nei cicli leggendari dell'Europa celtica, come nelle fiabe d'oriente, la saga dei Pirin vi farà penetrare in un regno incantato fatto di grandi imprese eroiche, incontri predestinati, esseri spirituali, enigmi magici e sentieri di saggezza...

domenica 15 luglio 2012

Tra narrativa ed estetica


La saga dei Pirin, oltre a rappresentare un variegato intreccio di racconti e trame unite fra loro da un unico filo conduttore, intende proporsi agli appassionati di fantasy con una veste grafica curata e una minuziosa ricerca estetica nei diversi campi della creatività, dall'abbigliamento e le acconciature dei personaggi, alle raffinate architetture dei luoghi descritti, alla cura dei monili e gioielli, alla calligrafia, tanto per fare alcuni esempi. Questo sarà evidente già a partire dal primo libro, "Le memorie di Helewen" (uscita prevista per quest'anno), che con le sue molte illustrazioni, raccolte in decine di tavole sia a colori che in bianco e nero, vi inizierà all'originale e caratteristico universo estetico della saga; senza dimenticare che anche seguendo il nostro sito web scoprirete via via sempre nuovi dettagli e aspetti delle creazioni artistiche realizzate da Sebastiano B. Brocchi per dare concretezza visiva ai luoghi e ai personaggi immaginari che popoleranno la meravigliosa saga dei Pirin... 



giovedì 12 luglio 2012

Un continente e quattordici civiltà


La saga dei Pirin si svolgerà in una terra immaginaria, il continente di Gaimat, in cui convivono i più diversi ambienti naturali, dalle montagne innevate ai deserti bruciati dal sole, dalle rigogliose foreste alle estese praterie... Il continente di Gaimat è popolato da diverse razze (Uomini, Nani, Elfi, Giganti, Gnomi...)  organizzate in quattordici grandi popoli. Tra questi, il popolo dei Pirin, una stirpe di semidei nati dall'unione di una Fata e un mortale...

lunedì 9 luglio 2012

Rimanete connessi alla fantasia


Per essere sempre aggiornati sull'universo dei "Pirin", avrete tre fantastici siti web a vostra disposizione: questo blog, la fan page della saga su facebook, e la pagina twitter, dove potrete anche commentare le novità e proporre le vostre idee... Rimanete connessi alla fantasia! 

venerdì 6 luglio 2012

Una nuova saga ha inizio


Cari lettori, benvenuti! Un nuovo mondo sta per vedere la luce, una nuova straordinaria saga fantasy sta per cominciare: la saga dei Pirin! Inizierà quest'anno, con un primo capitolo ricchissimo di storie, fatti e personaggi, intitolato: "Le memorie di Helewen" (casa editrice Kimerik). Un libro che vi aprirà le porte di un vero e proprio labirinto fiabesco, costellato di fiorenti civiltà, creature leggendarie, oggetti magici, potenti divinità, luoghi incantati ed epiche battaglie; un libro che potrete leggere ma anche ammirare, grazie a decine di illustrazioni a colori e in bianco e nero, che vi faranno conoscere popoli, personaggi, mappe, alfabeti, armi, gioielli, bandiere, flora e fauna di questo incredibile universo fantasy...
Ma sappiate che la saga dei Pirin non si esaurirà ne "Le memorie di Helewen", perciò continuate a seguire questo blog anche dopo la pubblicazione del libro, e scoprirete via via sempre nuovi aggiornamenti, curiosità, immagini inedite, e molto altro ancora! Quest'anno, preparatevi ad immergervi in un universo fantasy senza precedenti...