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lunedì 7 marzo 2016

Un cuore nuovo per gli uomini



“Gli Dei immortali hanno preparato un cuore nuovo per gli uomini, ed ora cercano il medico che saprà impiantarlo nei loro animi”. 


lunedì 21 luglio 2014

L'armatura magica Kembortehes




"L’altro lo pregò di rialzarsi, e gli mostrò la pregiata fattura dell’armatura, costituita da un elmo con visiera, degli spallacci, uno scudo e una spada; tutti del colore dell’ottone...".

La storia dell'armatura magica Kembortehes (Colei che rivela) è narrata da pag. 385 a pag. 389 del romanzo "Le memorie di Helewen".



sabato 18 gennaio 2014

Ofat, il "contadino con il berretto"



Il nome di Ofat è, con ogni probabilità, una contrazione di "Oghen coh fatil", che significa "Contadino con il berretto". Questo umile coltivatore di crochi da zafferano di uno sperduto villaggio del Luxenòr sarà coinvolto suo malgrado in una vicenda molto più grande di lui, dimostrando delle risorse decisamente inaspettate... La sua storia è narrata da pag. 189 a pag. 399 del romanzo "Le memorie di Helewen".


lunedì 19 agosto 2013

Il gufo scarlatto



Del gufo scarlatto si narra a pag. 366 del romanzo "Le memorie di Helewen". Quale sia l'origine di questa sinistra spia delle tenebre non è del tutto chiaro. Si pensa che prima di essere corrotto dalla magia del Fiordaliso Nero, questo maestoso uccello dagli occhi di fuoco fosse al servizio del Dio Faiadar, che lo ha generato nel grembo della Notte. Esso si nutre di Spiritelli della foresta, che è in grado di scorgere anche a grande distanza. Si dice che i suoi occhi siano in grado di lanciare lacrime infuocate simili alla lava dei vulcani, e che anche i suoi artigli siano incandescenti, motivo per cui il gufo scarlatto non potrebbe posarsi sui rami degli alberi ma soltanto sulle rocce o il terreno; mentre secondo altre fonti esso volerebbe senza sosta...

giovedì 22 novembre 2012

Il diadema di madreperla




Il vecchio chiese al ragazzo di aspettarlo un momento, e andò a prendere qualcosa all’interno della bottega. Tornò con un oggetto tra le mani: era un diadema di madreperla. “Tieni!”, disse al figlio. “È per te”.

Un dono prezioso, non soltanto per il suo pregio materiale, ma soprattutto per il suo potere magico e per l'importante significato che questo oggetto avrà nella vita del giovane Ofat e di Rirhos la guaritrice. La storia non ci dice nulla sull'origine di questo manufatto. Circolano, tuttavia, alcune leggende sulla creazione del diadema di madreperla. Secondo alcuni, il monile sarebbe stato coniato dal Dio Dhar in persona, anche invocato con il nome Meperadar. 
Dando credito a questa versione (che è quella più comunemente accettata e tramandata) il diadema di madreperla farebbe parte di una serie di gioielli magici forgiati dal Dio, ognuno dei quali avrebbe dovuto rappresentare un diverso gesto o grado di amore. La leggenda vuole che solo radunando tutti insieme i diversi monili di Dhar, si diverrebbe capaci di amare nel modo più completo e perfetto.

Del diadema di madreperla si parla da pag. 359 a pag. 399 del romanzo "Le memorie di Helewen".