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martedì 5 novembre 2013

L'apprendista del mago di Hagardtyh



"Io sono il pronipote per via materna dell’Elfo che ha forgiato quel talismano"

L'Elfo apprendista del mago di Hagardtyh dimostra una consuetudine piuttosto radicata presso i maghi di Gaimat, che è quella di partire e viaggiare anche per lunghe distanze prima di trovare il maestro in grado di insegnar loro la fur (conoscenza degli incantesimi). Così capita non di rado di vedere maestri e apprendisti appartenenti a stirpi diverse. Un daja (mago, druido, sciamano), in genere, riconosce il suo futuro protetto in base a segni e presagi, oppure per mezzo di sogni premonitori. Nel caso in cui il maestro non sia ancora convinto, chiederà agli Dei di inviargli altri segni, prima di prendere la decisione di accogliere il suo nuovo adepto e trasmettergli la sua conoscenza dei poteri sciamanici. Ma se è vero che non sempre l'apprendista si dimostra degno del suo mentore, succede talvolta il contrario, come nel caso del nostro Elfo, che per poco non rischiò la vita a causa dell'incauto maestro...
Della sua storia, si narra da pag. 74 a pag. 75 del romanzo "Le memorie di Helewen".



venerdì 24 maggio 2013

Il mostro delle rovine di Hagardtyh




"Ma dopo pochi istanti, la feroce creatura che controllava quei luoghi emerse ruggendo dalle macerie..."

L'aspetto terrificante e la forza sovrumana della bestia che si annidava tra le rovine di quella che un tempo fu una città dell'Impero sotterraneo, dà un'idea del coraggio dimostrato dal prode Eweyçanòs nell'affrontarla. 
Le ragioni e l'esito dell'arduo scontro, sono narrati da pag. 70 a pag. 75 del romanzo "Le memorie di Helewen".
Quel che, invece, non ci è dato sapere, è il nome della terribile creatura. Alcuni esploratori riportano, nei loro diari di viaggio, che ad Hagartyh l'essere alato dalla testa di lupo era indicato con il nome Faizanogh, nome che probabilmente significa "Spirito di drago nero" o "Fuoco di drago dell'oscurità" (da fai = fuoco, fiamma o spirito, za = nero, oscurità, e  nogh = drago). Questo nome, infatti, comparirebbe in alcuni cartigli incisi su sculture e dipinti che raffigurano la creatura. Gli abitanti del regno sotterraneo devono aver erroneamente pensato che questo essere alato fosse in qualche modo imparentato ai draghi, anche se questa ipotesi non trova alcun riscontro oggettivo.