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giovedì 1 ottobre 2015

Elmi



Esistono numerose tipologie di elmi tra gli eserciti del continente di Gaimat, diversi sia per lo stile che per i materiali utilizzati. 
I più  preziosi e raffinati dal punto di vista estetico, sono sicuramente quelli realizzati a Lothriel e On-Ifar: i primi completamente d'oro e decorati con lunghe penne di cigno o fagiano e creste di crini equini, i secondi rivestiti d'argento lucido e arricchiti da svolazzi di seta. Vere e proprie opere d'arte, prima ancora che oggetti bellici. 
Strutture e decorazioni complesse, sebbene realizzate con materiali meno pregiati, si ritrovano anche presso i Pegmenjabaroi, che realizzano caschi leggeri in cuoio ma usano abbellirli con alcuni dettagli dorati (nell'illustrazione, in basso a sinistra, riportiamo un elmo della città di Adesi Nothar), o i Fhegòlnori, che fanno largo uso di scaglie di cuoio, corna e decorazioni in rame, ottone o bronzo (in basso a destra, l'elmo di un guerriero di Hèol, all'estremo nord del continente).
A Noghard gli elmi sono generalmente forgiati in rame o bronzo, risultando perciò meno solidi di quelli in dotazione agli eserciti di Duhjum o Sandovelia, in ferro o acciaio. Tra i più efficaci dal punto di vista difensivo troviamo gli elmi indossati dai baroni di Folklord (nell'immagine, all'estrema destra, un elmo forgiato a Veliaklord Heleron), in robusto acciaio, munito di una fessura a forma di "T" per la vista e la respirazione.
Del tutto singolari gli elmi realizzati in legno nell'Impero di Hagardtyh, di forma cilindrica e altezza fino a tre volte quella effettiva del capo. La vista e la respirazione sono permesse da una serie di fori e fessure che percorrono il cilindro su tutta l'altezza, anche a scopo decorativo.

mercoledì 7 gennaio 2015

Spade



Esistono numerose tipologie stilistiche e costruttive nella fabbricazione delle spade presso le diverse culture di Gaimat. A titolo illustrativo, abbiamo qui raccolto una gamma di undici armi provenienti da altrettante città del continente.

Da sinistra a destra:
  • Le spade forgiate a Lothriel sono tra le più precise e affilate. Si tratta generalmente di lunghe scimitarre o falcioni dalle linee eleganti, il più delle volte a tagliente singolo, rivestite interamente d'oro giallo e oro bianco. Sono impreziosite da decorazioni stilizzate d'ispirazione floreale.
  • Nella valle di Pegmenjaba sono diffuse spade leggere a forma di falcetto, con impugnatura in radica, guardia dorata e lama a doppio filo in acciaio o (per le armi più pregiate) in giada.
  • I Giganti Sandarion non dispongono di spade vere e proprie, ma alcune delle loro armi ne ricordano la tipologia nella forma e l'utilizzo, come quest'arma fabbricata da un guerriero di Tinevan. In questo caso, si tratta di elementi in osso  affilato, incastonati in una struttura di legno, con manica rivestita di strisce di cuoio colorato. In alternativa all'osso, è molto diffuso presso i Sandarion l'utilizzo dell'ossidiana.
  • I popoli del deserto del Sud (come le Amazzoni e i Noghardroi) si sono specializzati nella forgiatura di sciabole, molto maneggevoli per la cavalleria. Le lame, la cui forma richiama il crescente lunare, sono quasi sempre in ferro ma non mancano quelle in bronzo.
  • Sebbene possa apparire paradossale, uno dei materiali più pregiati nell'impero sotterraneo di Hagardtyh è il legno, vista la sua rarità. Mentre metalli preziosi e gemme vi si trovano in abbondanza, il legno è tenuto in massimo conto e pagato a caro prezzo. Tratto da alcune delle rare specie arboree in grado di crescere nell'oscurità delle grotte, o dalle radici delle foreste superficiali che si propagano nel sottosuolo, o ancora dai tronchi che vi finiscono portati dalle piogge. Per questo motivo, molte armi, ad Hagardtyh, sono realizzate proprio in legno. Le spade, come quella dell'immagine, hanno l'aspetto di remi intagliati. Robuste e pesanti, non sono concepite tanto per tagliare quanto per colpire e spezzare. 
  • Gli Gnomi Edimukku ritengono la metallurgia una pratica quasi sacra. I loro manufatti di rame sono oggetti unici e irripetibili, tanto che nei loro territori risulta praticamente impossibile trovare due spade identiche. Le loro fonti d'ispirazione per le lame sono, il più delle volte, le fiamme, le ali dei pipistrelli, gli alberi secchi. Un'altra abitudine degli Gnomi è quella di rivestire i manici in pelliccia. Le spade degli Edimukku sono piuttosto minute, più vicine a dei pugnali che a delle vere e proprie spade, in proporzione alle dimensioni dei piccoli guerrieri dalle orecchie a punta...
  • I fabbri di On-Ifar sono specializzati nella forgiatura di grandi flamberghe a due mani e spade da lato; dalla guardia molto raffinata ed elaborata (spesso decorata con sculture di fagiani, gatti o grifoni d'argento). Il peso e le dimensioni di queste armi condiziona anche lo stile di combattimento, piuttosto lento e solenne, dei guerrieri Onifaroi. 
  • Le spade dei Fhegòlnori (come questo gladio, proveniente dalla città di Dratmason) hanno forme, colori e materiali piuttosto variabili. I manici sono realizzati, generalmente, in legni pregiati, ma la vera abilità degli Uomini del Nord risiede sicuramente nell'intarsio delle lame con motivi ornamentali. Anche i pomoli sono generalmente modellati con particolari fogge naturalistiche, vegetali (pigne, ghiande, carciofi, bacche...) o animali della taiga. 
  • Le spade degli Uomini dell'Ovest (come quella nell'immagine, appartenente ad un soldato sandoveliano) sono dritte e affusolate, realizzate in ferro o acciaio e quasi sempre con elsa cruciforme. Le lame, a doppio filo, sono solo raramente decorate con incisioni, mentre è possibile che il metallo venga tinto con i colori del regno d'appartenenza. Un maggiore estro creativo viene consacrato alle decorazioni dell'elsa. Nelle spade dei nobili patrizi è possibile trovare else particolarmente preziose realizzate da gioiellieri, con bassorilievi in oro o argento e incastonatura di gemme. 
  • I Duharion sono una civiltà molto estesa e perciò piuttosto diversificata negli usi e costumi, che possono variare anche sensibilmente da città a città. Le spade forgiate nelle terre centrali continente (Duhjum, Folklord...) sono accomunate da una grande sobrietà e pragmatismo, che rispecchia appieno la natura di questi popoli. La qualità è sicuramente sacrificata in favore della quantità: le armerie di questi regni sono infatti le più produttive. I fabbri optano per materiali poco pregiati e limitano al minimo le decorazioni. Una maggiore raffinatezza si può riscontrare spostandosi verso oriente dove, le grandi città di frontiera, tendono a impreziosire i loro armamenti per accentuare la loro superiorità sui Barbari delle terre selvagge.
  • I Nani Gottilsi sono fabbri eccezionali, abilissimi nella lavorazione di ogni metallo e nella formazione di particolari leghe. Le loro armi sono ritenute tra le più robuste e meglio assemblate, essendo perciò anche tra le più durature. Le tipologie di spada sono piuttosto variabili, ma la più diffusa è sicuramente la daga, dalla lama corta e larga, a doppio filo. Mentre i Nani di Mason Gottbin tendono a produrre armi più geometriche e lineari (come la daga nell'immagine), quelli di Melim Hè preferiscono linee più curve. La daga delle guardie cittadine di Melim Hè si può considerare, infatti, un incrocio tra il gladio e la sciabola. 


martedì 30 settembre 2014

Archi e arcieri




Le diverse civiltà del Gaimat hanno sviluppato varie tipologie di archi, spesso associate ad una particolare modalità di utilizzo. I Pirin sono il popolo che più ha perfezionato la tecnica costruttiva, ottenendo armi molto precise anche a grande distanza. Gli archi di Lothriel sono tuttavia rari e pregiati: spesso rivestiti in avorio, madreperla, o metalli preziosi, con frecce dalle punte in quarzo bianco o placcate d'oro (talvolta investite di poteri magici al momento della loro forgiatura). Se ne vedono raramente sui campi di battaglia del continente e quelli che vengono venduti dai mercanti sono talmente costosi che chi li acquista, in genere, preferisce esporli come oggetti ornamentali nella propria magione. Anche a Lothriel queste armi sono perlopiù usate a scopo cerimoniale. 
Il popolo dei Duharion ha sviluppato invece un'eccellente industria di archi da guerra per fanteria, di fattura resistente e ottima flessibilità (notevole, in particolare, l'industria della città di Duhjum). Sono archi lunghi a curvatura unica, solitamente in legno di tasso, dalla gittata molto estesa. Superano, in questo, gli archi (più corti) usati dai Sandarion, e sono perciò superiori a questi ultimi sul piano bellico. 
Archi meno potenti ma utilizzati con incomparabile maestria hanno valso molte vittorie anche alle Welahirin (Amazzoni) del deserto. Si tratta, in questo caso, di archi ricurvi e compositi, più leggeri e di dimensioni più piccole, che possono essere maneggiati con agilità anche a cavallo.