sabato 26 gennaio 2013

La forgiatura di Hèren




"Inoltre, osservando in trasparenza lo smeraldo, gli sembrò di contemplare un orizzonte sommerso dal quale il suo spirito era quasi risucchiato, come in un sogno..."


Prima di giungere nelle mani del Genio del Kautaymiri, lo smeraldo Hèren ebbe diversi proprietari e una storia alquanto tormentata, attraversando le diverse Ere del mondo. Secondo un racconto conservato nella biblioteca di Lothriel, lo smeraldo fu creato dalla magia congiunta di Pengranah e Hèadar. Il suo nome, Hèren, significa "Immagine d'acqua" o "Volto d'acqua", poiché in esso sembra di contemplare gli abissi marini. 
Inizialmente, si trattava di un'unica pietra, delle dimensioni di un uovo di gallina, incastonata sul puntale della cupola del palazzo del Dio del mare. Rubata in occasione di una battaglia tra gli Angeli del mare e del cielo, venne accidentalmente spezzata in tre frammenti dalla spada del suo stesso creatore, Hèadar, che tentava di riappropriarsene. I tre pezzi di smeraldo furono però raccolti da Angeli del cielo prima che ricadessero in mare, e perciò portati alla fortezza Hashàndrucil presso il Dio Foladar. Fu quest'ultimo ad incastonarli in un gioiello d'oro e madreperla a forma d'insetto alato...
All'epoca della grande guerra degli Dei, Belhagard ordinò ad uno dei suoi subdoli servitori di rubare il gioiello, ottnenedolo con l'inganno. Sapeva, infatti, che le sue oscure magie non avrebbero avuto alcun effetto fintantoché Foladar fosse rimasto in possesso dello smeraldo. Il servitore di Belhagard, in seguito, nascose la sacra pietra nelle oscure grotte di Kautaymiri, dove rimase dopo la sconfitta del Dio del Chaos e la cattura o l'esilio dei suoi seguaci. Qui venne trovata dal Genio, che da quel giorno la conservò, separandosene soltanto in rare occasioni, in cui accettò di concederla ad eroi che gliela chiesero in prestito per compiere alcune delle più grandi imprese narrate negli annali di Gaimat...

Dello smeraldo di Hèren si parla a pag. 152 del romanzo "Le memorie di Helewen".  


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