Cari lettori, pubblichiamo oggi un complemento extra all'appendice "Le civiltà del Gaimat" che trovate in fondo al primo volume della trilogia, "Le memorie di Helewen". Questa pagina inedita è dedicata alla civiltà dei Sandarion (Giganti) che popolano le regioni nordorientali del continente.
Visualizzazione post con etichetta Sandarion. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sandarion. Mostra tutti i post
venerdì 13 maggio 2016
sabato 7 marzo 2015
I Giganti di Oeworl
Tra le culture Sandarion che popolano i territori nordorientali del continente, una delle più rilevanti è quella stanziata a Oeworl, sulle pescose rive del lungo fiordo Jum-teu-Sandoandhy (Strada verso il Grande Freddo), anche noto dai locali come Minèh Hèrodi (il Piccolo Mare).
A differenza dei Giganti di Tinevan, grandi costruttori che hanno edificato la loro città dalle mura megalitiche tra le steppe, le genti di Oeworl hanno optato per una diversa strategia urbanistica, basata sullo scavo di canyon artificiali tra i promontori dalle pareti a strapiombo lambiti dal fiordo. È probabile che questa tipologia costruttiva sia stata suggerita ai Sandarion dalla volontà di convertire in centro urbano una più antica cava, e in seguito adottata per estendere la città con nuove diramazioni. Gli scavi sono stati effettuati perlopiù grazie all'impiego di possenti picconi in pietra lavica che solo i Giganti sono in grado di maneggiare dato il peso colossale sia delle punte che dei manici (ricavati in genere dai tronchi di giovani alberi).
Alcuni edifici, tuttavia, come la grande arena dei combattenti che dà il nome al regno, emergono dalla terra. Si ritiene infatti che si tratti di monumenti preesistenti allo scavo dei canyon, la cui erezione si deve probabilmente alla cultura di Tinevan primitiva o ad altre tribù di Giganti sopraggiunte dalle terre selvagge in tempi remoti.
A differenza dei Giganti di Tinevan, grandi costruttori che hanno edificato la loro città dalle mura megalitiche tra le steppe, le genti di Oeworl hanno optato per una diversa strategia urbanistica, basata sullo scavo di canyon artificiali tra i promontori dalle pareti a strapiombo lambiti dal fiordo. È probabile che questa tipologia costruttiva sia stata suggerita ai Sandarion dalla volontà di convertire in centro urbano una più antica cava, e in seguito adottata per estendere la città con nuove diramazioni. Gli scavi sono stati effettuati perlopiù grazie all'impiego di possenti picconi in pietra lavica che solo i Giganti sono in grado di maneggiare dato il peso colossale sia delle punte che dei manici (ricavati in genere dai tronchi di giovani alberi).
Alcuni edifici, tuttavia, come la grande arena dei combattenti che dà il nome al regno, emergono dalla terra. Si ritiene infatti che si tratti di monumenti preesistenti allo scavo dei canyon, la cui erezione si deve probabilmente alla cultura di Tinevan primitiva o ad altre tribù di Giganti sopraggiunte dalle terre selvagge in tempi remoti.
martedì 30 settembre 2014
Archi e arcieri
Le diverse civiltà del Gaimat hanno sviluppato varie tipologie di archi, spesso associate ad una particolare modalità di utilizzo. I Pirin sono il popolo che più ha perfezionato la tecnica costruttiva, ottenendo armi molto precise anche a grande distanza. Gli archi di Lothriel sono tuttavia rari e pregiati: spesso rivestiti in avorio, madreperla, o metalli preziosi, con frecce dalle punte in quarzo bianco o placcate d'oro (talvolta investite di poteri magici al momento della loro forgiatura). Se ne vedono raramente sui campi di battaglia del continente e quelli che vengono venduti dai mercanti sono talmente costosi che chi li acquista, in genere, preferisce esporli come oggetti ornamentali nella propria magione. Anche a Lothriel queste armi sono perlopiù usate a scopo cerimoniale.
Il popolo dei Duharion ha sviluppato invece un'eccellente industria di archi da guerra per fanteria, di fattura resistente e ottima flessibilità (notevole, in particolare, l'industria della città di Duhjum). Sono archi lunghi a curvatura unica, solitamente in legno di tasso, dalla gittata molto estesa. Superano, in questo, gli archi (più corti) usati dai Sandarion, e sono perciò superiori a questi ultimi sul piano bellico.
Archi meno potenti ma utilizzati con incomparabile maestria hanno valso molte vittorie anche alle Welahirin (Amazzoni) del deserto. Si tratta, in questo caso, di archi ricurvi e compositi, più leggeri e di dimensioni più piccole, che possono essere maneggiati con agilità anche a cavallo.
domenica 6 luglio 2014
Artigianato e agricoltura nei regni dei Giganti
I vasti territori occupati dal popolo dei Sandarion sono poco fertili e perciò ostili all'agricoltura. Costituiti in gran parte da steppe, tundra e foreste di conifere, sono un immenso terreno di caccia e una ricca distesa di pascoli. Vi si incontrano numerose mandrie di bovini (in particolare buoi e bisonti), sia selvatici che allevati dai Sandarion; ma anche un gran numero di cervi, renne e alci, tutte prede molto ambite dalla popolazione locale sia per le carni che per le pelli e i trofei. L'artigianato, non particolarmente raffinato, si fonda soprattutto sulla lavorazione del legno (mobili, carpenteria per l'edilizia, macchine d'assedio), del ferro, del bronzo e del cuoio. Una nota di colore è data dalla predilezione dei Giganti per le tinte vivaci, che li ha spinti ad elaborare molti tipi di tinture esportate in quasi tutto il continente. Fra le più impiegate, l'arancio, il rosso scuro, il viola e il giallo. L'utilizzo delle tinture anche nella produzione di calce e altri materiali di costruzione conferisce alle abitazioni dei Sandarion il tipico stile variopinto, che contrasta con i colori spenti delle mura megalitiche e del paesaggio nordico. Un altro campo artigianale piuttosto sviluppato è la lavorazione della terracotta, destinata ad esempio alla creazione di capienti giare.
Iscriviti a:
Post (Atom)




