Cari lettori e amanti della saga, se state aspettando di conoscere l'epilogo delle vicende narrate da re Helewen, sappiate che la vostra attesa verrà ripagata da quello che l'autore, Sebastiano B. Brocchi, annuncia come il volume più vasto, epico e monumentale della trilogia: "Le Gesta di Nhalbar". Nel romanzo confluiranno tutti i fili della trama tracciata dai precedenti volumi "Le memorie di Helewen" e "Hairam Regina", e darà finalmente un compimento alla profezia riguardante la Corona del Re del Mondo. Ritroveremo Helewen, ormai spodestato e fuggiasco in terre straniere, ma soprattutto un mondo che si prepara a diventare lo scenario dello scontro epocale tra i figli gemelli del sovrano, diversi come il giorno e la notte: Nhalbar, che dovrà apprendere i segreti della magia per affrontare il fratello, e Nothal, spietato e disposto a tutto per coronare i suoi sogni di gloria. Continuate a seguirci per restare aggiornati!
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mercoledì 19 luglio 2017
martedì 26 luglio 2016
Hairam e Medaudìs
"... Ed Hairam sfregò su una parete del santuario in rovina la pietra azzurra avuta in dono dai Nani, e dall’architrave di pietra grigia cominciò a gocciolare copiosamente acqua pura e scintillante" (da "Le memorie di Helewen").
venerdì 1 aprile 2016
I Daja, sacerdoti della foresta
Il termine Daja, traducibile come "druido" o "sciamano", si riferisce a un'antica e molto rispettata casta di maghi della foresta. Questi ultimi conducono perlopiù vite da eremiti in luoghi solitari come grotte, cascine, capanne sugli alberi o case scavate nella roccia; con l'unica compagnia degli animali o, in certi casi, di un discepolo. Esistono tuttavia particolari occasioni e festività legate ai cicli naturali, durante le quali i druidi si ritrovano in concilio presso santuari megalitici o cerchi di dolmen per discutere fra loro, presentare i nuovi discepoli al consiglio degli anziani e celebrare riti tramandati dalla loro comunità. Alcuni druidi ricevono presso i loro eremi i malati che si presentano loro bisognosi di cure, oppure sono essi stessi che visitano sporadicamente i villaggi per prestare soccorso ai sofferenti. Ogni Daja dispone di un bastone o scettro magico per scagliare incantesimi, spesso intagliato e decorato con simboli animali o vegetali; e di un dajason o falcetto d'oro per cogliere le erbe officinali. Si dice che i Daja più sapienti siano persino in grado di assumere le sembianze dei loro animali totemici.
martedì 5 novembre 2013
L'apprendista del mago di Hagardtyh
"Io sono il pronipote per via materna dell’Elfo che ha forgiato quel talismano"
L'Elfo apprendista del mago di Hagardtyh dimostra una consuetudine piuttosto radicata presso i maghi di Gaimat, che è quella di partire e viaggiare anche per lunghe distanze prima di trovare il maestro in grado di insegnar loro la fur (conoscenza degli incantesimi). Così capita non di rado di vedere maestri e apprendisti appartenenti a stirpi diverse. Un daja (mago, druido, sciamano), in genere, riconosce il suo futuro protetto in base a segni e presagi, oppure per mezzo di sogni premonitori. Nel caso in cui il maestro non sia ancora convinto, chiederà agli Dei di inviargli altri segni, prima di prendere la decisione di accogliere il suo nuovo adepto e trasmettergli la sua conoscenza dei poteri sciamanici. Ma se è vero che non sempre l'apprendista si dimostra degno del suo mentore, succede talvolta il contrario, come nel caso del nostro Elfo, che per poco non rischiò la vita a causa dell'incauto maestro...
Della sua storia, si narra da pag. 74 a pag. 75 del romanzo "Le memorie di Helewen".
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