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domenica 29 gennaio 2017

Alba sulle Porte Fumanti



Cari lettori, pubblichiamo oggi questo inedito artwork che cerca di catturare le atmosfere della battaglia delle Porte Fumanti, uno dei momenti più epici del romanzo "Hairam Regina". Sono i momenti che seguono di poco l'alba, il sole sta per inondare la valle. Lo scontro sta per avere inizio... 

giovedì 26 febbraio 2015

Armature e uniformi dei Nani



La civiltà dei Gottilsi è stata tra le prime a forgiare armature in metallo. Nel corso dei millenni, perciò, i Nani hanno avuto modo di sviluppare e sperimentare i più diversi tipi di corazze, diverse nelle fogge, nei materiali e nell'efficacia sul campo di battaglia. La loro metallurgia, tra le più evolute del continente, ha influenzato anche diversi popoli confinanti, i quali hanno tratto diverse ispirazioni proprio dall'inventiva dei Gottilsi. 
A titolo illustrativo, l'immagine (in apertura) ci mostra tre esempi di armature utilizzate dai Nani nella Settima Era. 
A sinistra, vediamo una guardia reale della città di Melim Hè. Non vi è una vera e propria corazza, bensì una cotta in maglia di ferro (nella cui fabbricazione il reame ha pochi rivali) rivestita da una sopravveste in tessuto detta anche cotta d'arme, un piccolo pettorale protettivo, uno spallaccio munito di lame difensive sulla spalla destra. Il lato sinistro è coperto da un ampio scudo di forma quadrata, con un umbone al centro. 
In centro, ecco un soldato dell'esercito di Mason Gottbin, avvolto da una più robusta armatura composta di corazza, spallacci e fiancali. Lo scudo è più stretto e alto, privo di umbone. A differenza dei soldati di Melim Hè, sicuramente più agili nei movimenti, quelli di Mason Gottbin, armati in modo più pesante, sono abituati a combattere in formazioni serrate.
Nel caso del guerriero di Dratmason, a destra, notiamo l'assenza di fiancali (per favorire il movimento delle gambe), e la presenza di un'egida in scaglie di cuoio a coprire petto e spalle, più leggera di spallacci in acciaio. Questo si deve alla diversa natura delle battaglie combattute a Dratmason: il territorio più vasto e pianeggiante rende necessari spostamenti più rapidi di quanto sia possibile nelle valli e i terreni montuosi di Mason Gottbin. 


mercoledì 7 gennaio 2015

Spade



Esistono numerose tipologie stilistiche e costruttive nella fabbricazione delle spade presso le diverse culture di Gaimat. A titolo illustrativo, abbiamo qui raccolto una gamma di undici armi provenienti da altrettante città del continente.

Da sinistra a destra:
  • Le spade forgiate a Lothriel sono tra le più precise e affilate. Si tratta generalmente di lunghe scimitarre o falcioni dalle linee eleganti, il più delle volte a tagliente singolo, rivestite interamente d'oro giallo e oro bianco. Sono impreziosite da decorazioni stilizzate d'ispirazione floreale.
  • Nella valle di Pegmenjaba sono diffuse spade leggere a forma di falcetto, con impugnatura in radica, guardia dorata e lama a doppio filo in acciaio o (per le armi più pregiate) in giada.
  • I Giganti Sandarion non dispongono di spade vere e proprie, ma alcune delle loro armi ne ricordano la tipologia nella forma e l'utilizzo, come quest'arma fabbricata da un guerriero di Tinevan. In questo caso, si tratta di elementi in osso  affilato, incastonati in una struttura di legno, con manica rivestita di strisce di cuoio colorato. In alternativa all'osso, è molto diffuso presso i Sandarion l'utilizzo dell'ossidiana.
  • I popoli del deserto del Sud (come le Amazzoni e i Noghardroi) si sono specializzati nella forgiatura di sciabole, molto maneggevoli per la cavalleria. Le lame, la cui forma richiama il crescente lunare, sono quasi sempre in ferro ma non mancano quelle in bronzo.
  • Sebbene possa apparire paradossale, uno dei materiali più pregiati nell'impero sotterraneo di Hagardtyh è il legno, vista la sua rarità. Mentre metalli preziosi e gemme vi si trovano in abbondanza, il legno è tenuto in massimo conto e pagato a caro prezzo. Tratto da alcune delle rare specie arboree in grado di crescere nell'oscurità delle grotte, o dalle radici delle foreste superficiali che si propagano nel sottosuolo, o ancora dai tronchi che vi finiscono portati dalle piogge. Per questo motivo, molte armi, ad Hagardtyh, sono realizzate proprio in legno. Le spade, come quella dell'immagine, hanno l'aspetto di remi intagliati. Robuste e pesanti, non sono concepite tanto per tagliare quanto per colpire e spezzare. 
  • Gli Gnomi Edimukku ritengono la metallurgia una pratica quasi sacra. I loro manufatti di rame sono oggetti unici e irripetibili, tanto che nei loro territori risulta praticamente impossibile trovare due spade identiche. Le loro fonti d'ispirazione per le lame sono, il più delle volte, le fiamme, le ali dei pipistrelli, gli alberi secchi. Un'altra abitudine degli Gnomi è quella di rivestire i manici in pelliccia. Le spade degli Edimukku sono piuttosto minute, più vicine a dei pugnali che a delle vere e proprie spade, in proporzione alle dimensioni dei piccoli guerrieri dalle orecchie a punta...
  • I fabbri di On-Ifar sono specializzati nella forgiatura di grandi flamberghe a due mani e spade da lato; dalla guardia molto raffinata ed elaborata (spesso decorata con sculture di fagiani, gatti o grifoni d'argento). Il peso e le dimensioni di queste armi condiziona anche lo stile di combattimento, piuttosto lento e solenne, dei guerrieri Onifaroi. 
  • Le spade dei Fhegòlnori (come questo gladio, proveniente dalla città di Dratmason) hanno forme, colori e materiali piuttosto variabili. I manici sono realizzati, generalmente, in legni pregiati, ma la vera abilità degli Uomini del Nord risiede sicuramente nell'intarsio delle lame con motivi ornamentali. Anche i pomoli sono generalmente modellati con particolari fogge naturalistiche, vegetali (pigne, ghiande, carciofi, bacche...) o animali della taiga. 
  • Le spade degli Uomini dell'Ovest (come quella nell'immagine, appartenente ad un soldato sandoveliano) sono dritte e affusolate, realizzate in ferro o acciaio e quasi sempre con elsa cruciforme. Le lame, a doppio filo, sono solo raramente decorate con incisioni, mentre è possibile che il metallo venga tinto con i colori del regno d'appartenenza. Un maggiore estro creativo viene consacrato alle decorazioni dell'elsa. Nelle spade dei nobili patrizi è possibile trovare else particolarmente preziose realizzate da gioiellieri, con bassorilievi in oro o argento e incastonatura di gemme. 
  • I Duharion sono una civiltà molto estesa e perciò piuttosto diversificata negli usi e costumi, che possono variare anche sensibilmente da città a città. Le spade forgiate nelle terre centrali continente (Duhjum, Folklord...) sono accomunate da una grande sobrietà e pragmatismo, che rispecchia appieno la natura di questi popoli. La qualità è sicuramente sacrificata in favore della quantità: le armerie di questi regni sono infatti le più produttive. I fabbri optano per materiali poco pregiati e limitano al minimo le decorazioni. Una maggiore raffinatezza si può riscontrare spostandosi verso oriente dove, le grandi città di frontiera, tendono a impreziosire i loro armamenti per accentuare la loro superiorità sui Barbari delle terre selvagge.
  • I Nani Gottilsi sono fabbri eccezionali, abilissimi nella lavorazione di ogni metallo e nella formazione di particolari leghe. Le loro armi sono ritenute tra le più robuste e meglio assemblate, essendo perciò anche tra le più durature. Le tipologie di spada sono piuttosto variabili, ma la più diffusa è sicuramente la daga, dalla lama corta e larga, a doppio filo. Mentre i Nani di Mason Gottbin tendono a produrre armi più geometriche e lineari (come la daga nell'immagine), quelli di Melim Hè preferiscono linee più curve. La daga delle guardie cittadine di Melim Hè si può considerare, infatti, un incrocio tra il gladio e la sciabola. 


domenica 2 marzo 2014

Artigianato e agricoltura nei regni dei Nani



I Nani non sono abili cacciatori, in compenso sono i migliori allevatori di bestiame del continente. I territori di Mason Gottbin e Melim Hè, ricchi di pascoli sia sulle alture che nei fondovalle, permettono la transumanza di migliaia di pecore e capre e, in misura minore, anche di greggi di bovini. Latte e formaggi sono perciò sempre presenti sulle mense dei Gottilsi e la vendita dei prodotti caseari, oltre che delle pelli e cuoio conciato, costituiscono la risorsa primaria del commercio per i popoli dei due regni. Non va dimenticata, tuttavia, l'importanza rivestita dalla coltivazione di frumento e altri cereali, dall'artigianato, legato soprattutto alla lavorazione dei metalli (nella quale i Nani hanno pochi rivali), alla tessitura e alla fabbricazione di utensili agricoli, nonché del vasellame e degli strumenti musicali a fiato. Infine, un occhio di riguardo spetta alle cave, dalle quali i Nani estraggono marmi e graniti di qualità eccellente. Questi trovano applicazione soprattutto nel campo edilizio, mentre la scultura, presso i Gottilsi, mantiene uno stile piuttosto grezzo e rudimentale...