"Così la mia Fatina arrivò, scivolando rapida negli anfratti della montagna, al palazzo del Genio, che era tutto lustrato e impreziosito da centinaia di decorazioni di vetro" (da "Hairam Regina").
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venerdì 28 ottobre 2016
domenica 21 giugno 2015
Il bacio di Miràlah
La storia del magico bacio di Miràlah è narrata a pag. 284 del romanzo "Le memorie di Helewen".
venerdì 28 giugno 2013
Uhilyn, la bellissima Fata dei fiori di loto
Si dice che la bellissima Ninfa Uhilyn, il cui nome significa "Perfetta", sia nata all'interno della corolla del primo fiore di loto, sbocciato sulle rive limacciose del fiume Pafantehes-yedo, e più in particolare nella regione di Noghard. Là, dove un'oasi lussureggiante ristorava gli animali dalla calura insopportabile e dalla siccità del deserto, si dischiuse un fiore bianco e incantevole tra le acque fangose, e da esso uscì la Ninfa dalla pelle scura e i capelli candidi. L'evento non passò inosservato: nell'oasi, infatti, si era radunato un corteo di Fate dei Fiori, alle quali la nascita di una regina era stata predetta dal sussurro del vento del sud. Quando Uhilyn, camminando sull'acqua, raggiunse la sponda, le Ninfe la vestirono e ornarono di gioielli, accogliendola tra loro con tutti gli onori. Infine, la fecero salire su un'elegante e affusolata barca a vela trainata da uno stormo di migliaia di farfalle, per condurla e presentarla al palazzo del Dio Aedaran, Signore della flora.
Di Uhilyn si narra da pag. 25 a pag. 100 del romanzo "Le memorie di Helewen".
mercoledì 5 giugno 2013
La fontana magica di Borpehywhel
Si narra che la fontana magica posseduta dalle Fate di Borpehywhel, fu realizzata per loro dalla Dea Ladinah, Signora della Visione di ciò che è manifesto e di ciò che è celato.
Fu appunto Ladinah (aspetto femminile del Dio Ladin), nel cuore della sua fortezza che sorgeva un tempo nelle vicinanze di Bin Pantidari, a creare quattro elementi sacri che chiamò Elementi della Veggenza. Questi elementi erano un Fuoco che permetteva di vedere il tempo futuro (cfr. "L'oracolo di Faiev"), una Terra che permetteva di vedere le cose passate, un'Aria che permetteva di vedere le cose invisibili, e un'Acqua che permetteva di vedere tutti i luoghi del mondo senza spostarsi. Infine, per evitare che gli Elementi della Veggenza restassero in mano a una sola persona, scisse ognuno di essi in tre parti, li nascose in dodici contenitori magici, e li affidò a dodici diversi custodi di sua fiducia.
Un delle tre anfore che contenevano l'Acqua della Veggenza, fu affidata alla regina delle Fate delle Nubi, che la conservò nel castello di Borpehywhel, versandone il prezioso contenuto in una fontana di marmo bardiglio decorata a bassorilievi...
Un delle tre anfore che contenevano l'Acqua della Veggenza, fu affidata alla regina delle Fate delle Nubi, che la conservò nel castello di Borpehywhel, versandone il prezioso contenuto in una fontana di marmo bardiglio decorata a bassorilievi...
mercoledì 21 novembre 2012
Miràlah, la Fata di Onesi
Dopo alcuni momenti di indecisione, fu Miràlah stessa a fugare i nostri dubbi, riemergendo dalle acque cristalline e facendoci segno con la mano di seguirla, e rituffando subito dopo nel laghetto la sua lunga chioma dai riccioli di rame.
Miràlah rientra a pieno titolo tra i personaggi più interessanti e misteriosi che popolano il Gaimat. La bellissima Fata, dal mutevole aspetto, che parla sempre di sè in terza persona, e che in un istante ha rubato il cuore di chi ha avuto la fortuna di scorgerla con le sue reali sembianze.
Eccola, in questo inedito ritratto, colta un momento prima di rituffarsi tra le acque del laghetto nel quale si bagna ogni sera al calar del sole. I suoi occhi sono luminosi, come quelli di tutte le creature fatate, e anche la sua fluente chioma ondulata è in grado di illuminarsi come fuoco. Ma qual'è il segreto della chiave che porta al collo?
La storia della fata Miràlah è raccontata da pag. 260 a pag. 284 del romanzo "Le memorie di Helewen".
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