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sabato 15 luglio 2017

Ahdehtal, la delicata arpista


"Mia madre, Ahdehtal, figlia di Phant-peh-hel, prima di diventare regina era una musicista, suonatrice di arpa" (da "Le memorie di Helewen").


sabato 10 giugno 2017

La sala del doppio cielo



Questa illustrazione inedita rappresenta la "sala del doppio cielo" nel palazzo reale di Lothriel, così come descritta nel romanzo "Hairam Regina".

lunedì 3 aprile 2017

La cripta del tesoro di Lothriel



"Un luogo in cui sono racchiuse reliquie e ricchezze dei nostri antenati, dove soltanto il re e la regina possono entrare. La cripta è protetta da una potente magia" (da "Hairam Regina").

venerdì 28 ottobre 2016

Il palazzo del Genio di Asdèldow



"Così la mia Fatina arrivò, scivolando rapida negli anfratti della montagna, al palazzo del Genio, che era tutto lustrato e impreziosito da centinaia di decorazioni di vetro" (da "Hairam Regina").


giovedì 15 settembre 2016

L'inno a Ghaladar letto in lingua Pirin



L'Inno a Ghaladar che fu intonato dai Pirin in seguito all'ultimazione del grande tempio (cfr. "Le memorie di Helewen", p.76-77) letto in lingua originale:


giovedì 1 ottobre 2015

Elmi



Esistono numerose tipologie di elmi tra gli eserciti del continente di Gaimat, diversi sia per lo stile che per i materiali utilizzati. 
I più  preziosi e raffinati dal punto di vista estetico, sono sicuramente quelli realizzati a Lothriel e On-Ifar: i primi completamente d'oro e decorati con lunghe penne di cigno o fagiano e creste di crini equini, i secondi rivestiti d'argento lucido e arricchiti da svolazzi di seta. Vere e proprie opere d'arte, prima ancora che oggetti bellici. 
Strutture e decorazioni complesse, sebbene realizzate con materiali meno pregiati, si ritrovano anche presso i Pegmenjabaroi, che realizzano caschi leggeri in cuoio ma usano abbellirli con alcuni dettagli dorati (nell'illustrazione, in basso a sinistra, riportiamo un elmo della città di Adesi Nothar), o i Fhegòlnori, che fanno largo uso di scaglie di cuoio, corna e decorazioni in rame, ottone o bronzo (in basso a destra, l'elmo di un guerriero di Hèol, all'estremo nord del continente).
A Noghard gli elmi sono generalmente forgiati in rame o bronzo, risultando perciò meno solidi di quelli in dotazione agli eserciti di Duhjum o Sandovelia, in ferro o acciaio. Tra i più efficaci dal punto di vista difensivo troviamo gli elmi indossati dai baroni di Folklord (nell'immagine, all'estrema destra, un elmo forgiato a Veliaklord Heleron), in robusto acciaio, munito di una fessura a forma di "T" per la vista e la respirazione.
Del tutto singolari gli elmi realizzati in legno nell'Impero di Hagardtyh, di forma cilindrica e altezza fino a tre volte quella effettiva del capo. La vista e la respirazione sono permesse da una serie di fori e fessure che percorrono il cilindro su tutta l'altezza, anche a scopo decorativo.

giovedì 25 giugno 2015

Serlothriel, il sacro leone alato




"Il suo nome significa la Forza di Lothriel. Monterai sul suo dorso, tenendo in pugno la lunga criniera, e con esso volerai a Sandovelia" (Le memorie di Helewen).

mercoledì 7 gennaio 2015

Spade



Esistono numerose tipologie stilistiche e costruttive nella fabbricazione delle spade presso le diverse culture di Gaimat. A titolo illustrativo, abbiamo qui raccolto una gamma di undici armi provenienti da altrettante città del continente.

Da sinistra a destra:
  • Le spade forgiate a Lothriel sono tra le più precise e affilate. Si tratta generalmente di lunghe scimitarre o falcioni dalle linee eleganti, il più delle volte a tagliente singolo, rivestite interamente d'oro giallo e oro bianco. Sono impreziosite da decorazioni stilizzate d'ispirazione floreale.
  • Nella valle di Pegmenjaba sono diffuse spade leggere a forma di falcetto, con impugnatura in radica, guardia dorata e lama a doppio filo in acciaio o (per le armi più pregiate) in giada.
  • I Giganti Sandarion non dispongono di spade vere e proprie, ma alcune delle loro armi ne ricordano la tipologia nella forma e l'utilizzo, come quest'arma fabbricata da un guerriero di Tinevan. In questo caso, si tratta di elementi in osso  affilato, incastonati in una struttura di legno, con manica rivestita di strisce di cuoio colorato. In alternativa all'osso, è molto diffuso presso i Sandarion l'utilizzo dell'ossidiana.
  • I popoli del deserto del Sud (come le Amazzoni e i Noghardroi) si sono specializzati nella forgiatura di sciabole, molto maneggevoli per la cavalleria. Le lame, la cui forma richiama il crescente lunare, sono quasi sempre in ferro ma non mancano quelle in bronzo.
  • Sebbene possa apparire paradossale, uno dei materiali più pregiati nell'impero sotterraneo di Hagardtyh è il legno, vista la sua rarità. Mentre metalli preziosi e gemme vi si trovano in abbondanza, il legno è tenuto in massimo conto e pagato a caro prezzo. Tratto da alcune delle rare specie arboree in grado di crescere nell'oscurità delle grotte, o dalle radici delle foreste superficiali che si propagano nel sottosuolo, o ancora dai tronchi che vi finiscono portati dalle piogge. Per questo motivo, molte armi, ad Hagardtyh, sono realizzate proprio in legno. Le spade, come quella dell'immagine, hanno l'aspetto di remi intagliati. Robuste e pesanti, non sono concepite tanto per tagliare quanto per colpire e spezzare. 
  • Gli Gnomi Edimukku ritengono la metallurgia una pratica quasi sacra. I loro manufatti di rame sono oggetti unici e irripetibili, tanto che nei loro territori risulta praticamente impossibile trovare due spade identiche. Le loro fonti d'ispirazione per le lame sono, il più delle volte, le fiamme, le ali dei pipistrelli, gli alberi secchi. Un'altra abitudine degli Gnomi è quella di rivestire i manici in pelliccia. Le spade degli Edimukku sono piuttosto minute, più vicine a dei pugnali che a delle vere e proprie spade, in proporzione alle dimensioni dei piccoli guerrieri dalle orecchie a punta...
  • I fabbri di On-Ifar sono specializzati nella forgiatura di grandi flamberghe a due mani e spade da lato; dalla guardia molto raffinata ed elaborata (spesso decorata con sculture di fagiani, gatti o grifoni d'argento). Il peso e le dimensioni di queste armi condiziona anche lo stile di combattimento, piuttosto lento e solenne, dei guerrieri Onifaroi. 
  • Le spade dei Fhegòlnori (come questo gladio, proveniente dalla città di Dratmason) hanno forme, colori e materiali piuttosto variabili. I manici sono realizzati, generalmente, in legni pregiati, ma la vera abilità degli Uomini del Nord risiede sicuramente nell'intarsio delle lame con motivi ornamentali. Anche i pomoli sono generalmente modellati con particolari fogge naturalistiche, vegetali (pigne, ghiande, carciofi, bacche...) o animali della taiga. 
  • Le spade degli Uomini dell'Ovest (come quella nell'immagine, appartenente ad un soldato sandoveliano) sono dritte e affusolate, realizzate in ferro o acciaio e quasi sempre con elsa cruciforme. Le lame, a doppio filo, sono solo raramente decorate con incisioni, mentre è possibile che il metallo venga tinto con i colori del regno d'appartenenza. Un maggiore estro creativo viene consacrato alle decorazioni dell'elsa. Nelle spade dei nobili patrizi è possibile trovare else particolarmente preziose realizzate da gioiellieri, con bassorilievi in oro o argento e incastonatura di gemme. 
  • I Duharion sono una civiltà molto estesa e perciò piuttosto diversificata negli usi e costumi, che possono variare anche sensibilmente da città a città. Le spade forgiate nelle terre centrali continente (Duhjum, Folklord...) sono accomunate da una grande sobrietà e pragmatismo, che rispecchia appieno la natura di questi popoli. La qualità è sicuramente sacrificata in favore della quantità: le armerie di questi regni sono infatti le più produttive. I fabbri optano per materiali poco pregiati e limitano al minimo le decorazioni. Una maggiore raffinatezza si può riscontrare spostandosi verso oriente dove, le grandi città di frontiera, tendono a impreziosire i loro armamenti per accentuare la loro superiorità sui Barbari delle terre selvagge.
  • I Nani Gottilsi sono fabbri eccezionali, abilissimi nella lavorazione di ogni metallo e nella formazione di particolari leghe. Le loro armi sono ritenute tra le più robuste e meglio assemblate, essendo perciò anche tra le più durature. Le tipologie di spada sono piuttosto variabili, ma la più diffusa è sicuramente la daga, dalla lama corta e larga, a doppio filo. Mentre i Nani di Mason Gottbin tendono a produrre armi più geometriche e lineari (come la daga nell'immagine), quelli di Melim Hè preferiscono linee più curve. La daga delle guardie cittadine di Melim Hè si può considerare, infatti, un incrocio tra il gladio e la sciabola. 


martedì 30 settembre 2014

Archi e arcieri




Le diverse civiltà del Gaimat hanno sviluppato varie tipologie di archi, spesso associate ad una particolare modalità di utilizzo. I Pirin sono il popolo che più ha perfezionato la tecnica costruttiva, ottenendo armi molto precise anche a grande distanza. Gli archi di Lothriel sono tuttavia rari e pregiati: spesso rivestiti in avorio, madreperla, o metalli preziosi, con frecce dalle punte in quarzo bianco o placcate d'oro (talvolta investite di poteri magici al momento della loro forgiatura). Se ne vedono raramente sui campi di battaglia del continente e quelli che vengono venduti dai mercanti sono talmente costosi che chi li acquista, in genere, preferisce esporli come oggetti ornamentali nella propria magione. Anche a Lothriel queste armi sono perlopiù usate a scopo cerimoniale. 
Il popolo dei Duharion ha sviluppato invece un'eccellente industria di archi da guerra per fanteria, di fattura resistente e ottima flessibilità (notevole, in particolare, l'industria della città di Duhjum). Sono archi lunghi a curvatura unica, solitamente in legno di tasso, dalla gittata molto estesa. Superano, in questo, gli archi (più corti) usati dai Sandarion, e sono perciò superiori a questi ultimi sul piano bellico. 
Archi meno potenti ma utilizzati con incomparabile maestria hanno valso molte vittorie anche alle Welahirin (Amazzoni) del deserto. Si tratta, in questo caso, di archi ricurvi e compositi, più leggeri e di dimensioni più piccole, che possono essere maneggiati con agilità anche a cavallo.


lunedì 8 settembre 2014

Gli alti pascoli di Lothriel



Gran parte della pastorizia nel regno di Lothriel è concentrata sui pascoli montani che si trovano al di sopra del limite boschivo. Mentre i fianchi esterni dei monti (cioè i versanti che si affacciano sui regni confinanti) sono impervi e innevati, del tutto ostili alla vita, quelli interni (affacciati sul lago Mystir) sono caratterizzati da pendii più dolci e terreni fertili adatti al pascolo. Le tipiche vacche lanose di Lothriel sono i bovini allevati alle più elevate altitudini in tutto il continente. Di queste e di altre specie autoctone si parla alle pagine 93 e 94 del romanzo "Le memorie di Helewen".

lunedì 16 dicembre 2013

La cittadella reale di Lothriel



Gli urbanisti di Lothriel hanno compiuto un vero e proprio capolavoro con la cittadella reale, il cuore della città nonchè uno dei gioielli indiscussi dell'arte dell'intero continente di Gaimat. Un complesso architettonico invidiato da tutti i re e principi del mondo conosciuto, sognato, narrato nelle leggende come modello di città perfetta. Pur essendo disposta di ottime guarnizioni difensive, la cittadella reale non è stata progettata (come è spesso il caso altrove) come fortezza militare. Tant'è che l'unico reggimento stanziatovi in modo permanente è quello delle guardie reali. La linea guida che ha ispirato gli architetti è invece la bellezza, l'armonia, la proporzione, l'eleganza, la preziosità. I quartieri della cittadella rigurgitano di giardini fioriti, fontane, sculture, i templi e i grandi palazzi si stagliano con maestosità e lucentezza. Le misure dell'acropoli sono servite persino da riferimento per la creazione di alcune unità di misura del canone di Lothriel, che in seguito è diventato il canone di misurazione internazionale nei principali regni del Gaimat...

lunedì 27 maggio 2013

Un nuovo sfondo per il vostro desktop!



Cari lettori, per voi un nuovo bellissimo wallpaper gratuito ispirato a "Le memorie di Helewen", per portare un po' di magia e fantasia sullo sfondo del vostro computer!
Questa volta, il ritratto di un soldato della guardia reale di Lothriel nella sua sfavillante armatura dorata.


domenica 19 maggio 2013

Le profetesse dell'Oracolo di Faiev




Sebbene rimanga sempre anonima, la Pizia dell'Oracolo di Faiev è una delle personalità più importanti e influenti nel reame dei Pirin. In quanto detentrice della Fiamma sacra della Veggenza, i suoi responsi sono tenuti nel massimo conto da ogni abitante di Lothriel. La profetessa, in genere, viene interrogata solo in occasioni particolari, ritenute di grande importanza per la vita del regno. Essa fa parte di una confraternita di vestali e confinata in una sorta di perpetua clausura tra le mura del tempio di Faiev, dove le uniche persone che le sia concesso incontrare sono le sue consorelle, il gran sacerdote di Lothriel e coloro che si presentano al santuario per porre un quesito. La Pizia, allora, risponderà alle domande sempre restando assisa sul proprio trono di pietra, senza mai avere contatto fisico con i postulanti. Le profezie potranno essere rivelate in forma esplicita o sibillina, secondo il volere della Pizia, ma verranno pronunciate una volta soltanto, e starà al richiedente il compito di interpretarle; così come la scelta se dar loro credito o meno. La sacerdotessa non può mentire, ma la versione che darà della verità potrà essere parziale o soggetta a malintesi, perciò, spesso, i suoi vaticini vengono discussi e interpretati dai sacerdoti prima che diventino delle scelte politiche o delle importanti decisioni di stato...
L'abbigliamento della Pizia è simile a quello degli altri sacerdoti e sacerdotesse, con il caratteristico diadema serpentiforme (al quale, nel suo caso, è sospesa una piccola perla che ricade sulla fronte) che cinge un velo bianco. Questo sottile velo, molto lungo, scende lungo tutta la schiena andando poi a formare uno strascico. 



domenica 14 aprile 2013

Diademi simbolici nel regno di Lothriel



Tra i principali simboli di potere che caratterizzano il corredo delle cariche pubbliche a Lothriel, troviamo tre diademi. Si tratta delle corone che indossano, rispettivamente, il re, i giudici e i sacerdoti. Questi gioielli vengono portati soprattutto nelle occasioni pubbliche, affinché sia facile riconoscere a colpo d'occhio gli importanti personaggi che li ostentano sul capo. 
La corona del re, in oro, è a tre punte, e i suoi ornamenti rappresentano dei fiori di loto in diverse fasi della loro crescita (dal seme al fiore sbocciato). Il re la indossa in occasione dell'incoronazione, ad ogni importante assemblea di palazzo, per partecipare a festività ed eventi di rilievo, o per accogliere delegazioni e sovrani stranieri. 
La corona dei giudici è un gioiello dall'aspetto più semplice, chiamato "diadema dell'equilibrio". Si tratta di una striscia d'argento orizzontale, retta da due stanghette e montata su un cerchio dello stesso metallo. Il suo richiamo all'orizzontalità indica l'imparzialità e la ponderatezza del giudice. 
Infine, la corona dei sacerdoti è una sorta di serpente d'oro stilizzato, che solleva il capo nella parte frontale del diadema, formando un'onda che si eleva verso il cielo; per indicare che il pensiero dei sacerdoti è rivolto innanzitutto al volere dei Numi.


venerdì 22 marzo 2013

Il tempio di Ghaladar a Lothriel



Il grande tempio di Ghaladar, edificato a Lothriel nella Terza Era, è ritenuto unanimemente l'edificio più perfetto che sia stato costruito da mortali. Le sue misure, sono state prese come modello per il canone di misurazione utilizzato in seguito in tutte le terre civili del continente. Si tratta di un santuario a pianta cruciforme, alto 1 fraganton (corrispondente a 272,25 m) e i cui lati misurano ognuno 1 faaon (273,75 m), coprendo un'area di 1 qunaon (74'939,063 m2).
Le pareti sono state costruite utilizzando il pregiato marmo bianco di Lothriel, noto per la sua peculiarità di essere privo di venature, mentre i tetti e le sei cupole sono rivestiti d'oro puro. 
Pur essendo dedicato al Dio della luce, il tempio costituisce una sorta di pantheon, con cappelle secondarie dedicate a tutti gli Dei dei quali i Pirin onorano il culto. 

Della costruzione del grande tempio di Ghaladar si parla da pag. 62 a pag. 78 del romanzo "Le memorie di Helewen".


giovedì 7 marzo 2013

Il prode Eweyçanòs



"Bisogna sapere che Eweyçanòs, oltre ad avere uno spirito prode e avventuroso, ed essere un ottimo spadaccino, addestrato nelle complicate e sofisticate arti marziali sviluppate dai Pirin, era stato allievo di un grande esploratore..."

Eweyçanòs, il cui nome significa "Veramente abile" (dalle parole ewey: "veramente", "realmente", e çanòs: "abilità", "capacità", "abile", "capace") fu un eroe Pirin vissuto probabilmente intorno al quinto secolo della Terza Era, le cui gesta lo fecero ricordare negli annali. In particolare, viene ricordato il suo viaggio nel cuore del regno sotterraneo di Hagardtyh.

La storia di Eweyçanòs è narrata da pag. 69 a pag. 75 del romanzo "Le memorie di Helewen".


giovedì 14 febbraio 2013

L'Oracolo di Faiev




Faiev (nome che significa "Vista di fiamma" o "Vista spirituale") è uno dei tre grandi templi oracolari del Gaimat. Fu costruito a Lothriel in tempi molto antichi, quando, secondo quanto è tramandato negli annali, la Fiamma sacra della Veggenza fu divisa in tre parti e consegnata ad altrettante profetesse. La prima profetessa divenne la custode del fuoco nell'isola di Borhèa, la più occidentale delle terre conosciute. La seconda finì a Nothron Bin, la grande città portuale affacciata sui mari d'oriente, le cui regine si assunsero la missione di preservare e mantenere vivo il profetico focolare. La terza fiamma, fu portata fin sulle alte vette dei monti Nhirklordi, nel reame dei Pirin, e consegnata ad una Pizia di quella stirpe semidivina. Per lei fu costruito il tempio di Faiev, nel primo secolo della Quarta Era. In realtà, lo stile costruttivo del tempio, almeno all'interno, è alquanto differente da ogni altro edificio di Lothriel: mentre la tradizione dei Pirin nella decorazione degli interni vuole uno stile molto ricco e arzigogolato, colorato e carico di arabeschi, ispirato alla flora lussureggiante del regno; al contrario l'interno del tempio di Faiev appare totalmente spoglio e potremmo dire alquanto austero. Lo stile richiama molto quello dei templi delle Amazzoni, tanto che secondo alcune fonti, la costruzione del santuario venne affidata proprio ad un gruppo di sacerdotesse provenienti dall'isola di Borhèa. In mezzo alle tre navate separate da colonnati, si trovano il grande seggio della Pizia, l'altare su cui arde la fiamma sacra, e un più basso pulpito di pietra sul quale si inginocchiano coloro che vengono all'Oracolo per rivolgere i loro quesiti alla profetessa. 


lunedì 10 dicembre 2012

Hairam, la futura regina




(...) Hairam, la ragazza intelligente e capace di trovare una soluzione ad ogni problema che sarebbe poi diventata mia moglie, nonché regina, ma che allora non era altro che la figlia di Gdhalcan...

Non conosciamo la data di nascita di Hairam, ma in quanto compagna di giochi di Helewen, prima che sua sposa, possiamo supporre che i due fossero pressappoco coetanei. Questo colloca la sua nascita, verosimilmente, tra gli anni 1770 e 1775 della Settima Era. Suo padre Gdhalcan, è il sovrintendente dell'agorà, il che ci fa intuire che la famiglia di Hairam dovesse godere di una certa considerazione a Lothriel, e che la sua abitazione si trovasse in prossimità del palazzo reale, all'interno della cittadella; il che può in parte spiegare il contesto che ha permesso e favorito l'assidua frequentazione tra la ragazza e il figlio del re sin dalla più tenera età. 
Hairam è una ragazza  sveglia e vivace, ma anche misteriosa e profonda, tanto da risultare, talvolta, indecifrabile. Anche il suo rapporto con Helewen non appare, da subito, ben delineato: per adesso, è sospeso, piuttosto, in una dimensione di confine tra amicizia e amore, o forse qualcosa di diverso. Un sentimento ancora privo di contorni definiti, che deve trovare il tempo e il modo di essere esplorato da entrambi, poiché spesso superato dagli eventi...
Hairam con il suo carattere determinato e travolgente, il suo spirito dominante, ci mostra in più di un'occasione quanto le donne di Lothriel godano di grande emancipazione e libertà d'espressione. Del resto, le donne hanno sempre rivestito un ruolo rilevante nella società dei Pirin, come dimostrano gli emblematici personaggi femminili che in epoche diverse hanno segnato la storia di questo popolo.


venerdì 30 novembre 2012

Il palazzo reale di Lothriel



Il palazzo reale è una delle meraviglie di Lothriel. Oltre ad ospitare la famiglia reale e tutti gli inservienti, è anche la residenza dei ministri membri del consiglio cittadino.
Troneggia maestoso sulla cittadella fortificata, subito sotto al grande tempio di Ghaladar (che sorge sul lato orientale del palazzo); e sopra al ginnasio, grande edificio dedicato alle attività ginniche, atletiche e sportive (sul lato meridionale del palazzo). A sud e a nord del palazzo reale si trovano invece, rispettivamente, il tribunale e la piazza principale. 
Il complesso architettonico del palazzo reale si compone di diversi edifici: il principale (e più antico) è il mastio, in centro all'ala est, sotto la cui immensa cupola si trova la sala del trono. In seguito è stato costruito il perimetro quadrato, ai cui quattro angoli si trovano altrettante torri, e un portale monumentale in centro all'ala ovest.

Le dimensioni della magione sono impressionanti. Sebbene non raggiunga l'altezza e la maestosità del tempio di Ghaladar, si tratta comunque dell'edificio più vasto costruito nel regno. Il mastio misura 182,5 dektelatthadar (corrispondenti a 136,875 metri) per lato, mentre il perimetro dell'intero palazzo è di 2'920 dektelatthadar (2'190 m), ovvero 730 dektelatthadar (547,5 m) per lato. Le quattro torri hanno, invece, una base di 91,25 dektelatthadar (68,4375 m) per lato. Il lussureggiante giardino che cresce all'interno del gigantesco chiostro del palazzo, ha una superficie di 1,499 qunaon (112'408,594 m2). In esso si trovano migliaia di diverse specie botaniche, tra le più rare e pregiate che crescano nel Gaimat, e vi sono allevati animali altrettanto rari ed esotici. Nel parco si trova anche una sorgente d'acqua pura, che rende il palazzo autonomo per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico.



martedì 27 novembre 2012

L'abbigliamento di re Helewen




Era un uomo alto, con lunghe e pregiate vesti color panna, ricamate con arabeschi dai toni metallici, e diversi monili di bella fattura...

L'abbigliamento di Helewen ci offre un'interessante dimostrazione dei gusti dei Pirin in fatto di moda. E' nota la maestria del popolo di Lothriel in tutti i campi dell'arte e dell'artigianato, e la sartoria non è da meno. L'usanza di vestire sempre di bianco non impedisce ai Pirin di sperimentare una grande varietà di soluzioni nel confezionare abiti dalle fogge più diverse, ma facilmente identificabili come prodotti del regno dei fiori di loto. 
Tra i canoni stilistici più apprezzati dai discendenti di Uhilyn, che possiamo riconoscere in questa veste di Helewen, vi sono: i mantelli drappeggiati, le vesti stratificate, le maniche dai polsi molto ampi, i guanti e gli stivali scamosciati, i pantaloni ricoperti da una gonna. In realtà, la gonna di questo abito in particolare, lunga dietro e corta sul davanti, è una versione poco diffusa: più comune è il gonnellino corto, che arriva generalmente all'altezza delle ginocchia o una spanna più in sù. 
Altra caratteristica dell'abbigliamento Pirin è la lunga banda ricamata, simile nella forma ad una grossa cravatta, che parte dalle spalle e arriva una o due spanne sotto la vita. Su questa striscia di stoffa, gli artigiani di Lothriel usano spesso far ricamare le insegne della loro gilda. 
Come cinture, i Pirin utilizzano in genere delle fasce di seta, annodate o, più spesso, tenute insieme da spille di metallo.