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venerdì 18 aprile 2014

Lo scrigno dell'Arcolaio




"Gli abitanti del villaggio mi furono molto grati, e il capo mi fece dono di questo scrigno, contenente un oggetto magico...".

Lo scrigno donato all'Arcolaio è un oggetto di pregiata fattura, sebbene non ci sia dato sapere quale popolo l'abbia forgiato. Proviene, infatti, da uno di quei luoghi al di fuori delle mappe, e forse persino al di fuori dello spazio concreto. Di simili luoghi ne esistono diversi, ai quali è possibile accedere da particolari porte nascoste. Nessuno sa con esattezza cosa siano, se luoghi reali, sogni o allucinazioni, ma alcuni fra quelli che ci sono stati ne hanno fatto ritorno portando con sé doni o altri oggetti, come appunto questo scrigno. Alcuni sostengono che siano le città degli Angeli, o forse dei reami incantati creati dagli Dei. Spesso è proprio da queste dimensioni parallele e misteriose che provengono alcuni degli oggetti magici più potenti conosciuti nel Gaimat. 
Lo scrigno di cui parliamo è realizzato perlopiù in radica di noce, fissata su una struttura metallica rivestita in argento. Vi sono incastonate quattordici gemme, tra cui avventurine, ametiste e tre grandi lapislazzuli. Sul lato anteriore del coperchio si trova un tondo di vetro trasparente da cui è possibile controllare l'interno del bauletto. 

Il racconto sul contenuto dello scrigno e su come esso finì nelle mani dell'Arcolaio, si trova da pag. 170 a pag. 171 del romanzo "Le Memorie di Helewen".



mercoledì 5 febbraio 2014

Budalìdor e la scommessa dei filatori




Il personaggio di Budalìdor (il cui nome significa "musa dell'artista", dalle parole budal, musa o modella, e ìdor, pittore) ci offre un'ottima immagine delle ragazze di buona famiglia nel regno di Dratmason e più in generale nella civiltà Duharion. Ragazza colta, amante della poesia e del teatro, è ciononostante confinata in una realtà periferica, dove conduce una vita sospesa negli agi della ricchezza. Questo isolamento la rende anche piuttosto ingenua rispetto ai mercanti di tappeti del suo paese, gente di mondo, più esperta della vita, che saprà approfittare della buonafede di Budalìdor e della sua facoltosa famiglia... 

La storia della bella Budalìdor e della scommessa dei filatori di tappeti è narrata da pag. 162 a pag. 168 del romanzo "Le memorie di Helewen".