L'Inno a Ghaladar che fu intonato dai Pirin in seguito all'ultimazione del grande tempio (cfr. "Le memorie di Helewen", p.76-77) letto in lingua originale:
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giovedì 15 settembre 2016
lunedì 24 marzo 2014
Ghaladar lo splendente
Tra i diciotto immortali figli di Inkahal, Ghaladar lo splendente è sovrano della luce (questo è anche il significato del suo nome). La sua controparte femminile è chiamata Ghaladah (regina della luce). A Ghaladar-Ghaladah si deve la forgiatura delle stelle e dei fulmini, e il dono della luce al sole, che inizialmente ne era privo.
I suoi animali sacri sono le lucciole e tutti gli esseri bianchi o albini, in quanto il bianco e l'oro sono i colori utilizzati dai fedeli del Dio. Fra tutti i popoli, quello più devoto a Ghaladar è sicuramente la stirpe dei Pirin di Lothriel, che Ghaladar considera il "proprio" popolo, e sempre a Lothriel si trova il maggiore tempio a lui dedicato.
La sua sposa favorita è Uhilyn, ma Ghaladar si è unito a numerose altre divinità generando molti figli. Per esempio, con la Dea Hèadah ha generato il Dio padrone delle tempeste, citato a pag.137 del romanzo "Le memorie di Helewen".
Il nemico giurato di Ghaladar è invece l'oscuro Belhagard, Signore della guerra e del chaos, che distrusse la fortezza di Nhirmason ma venne a sua volta sconfitto dal Dio della luce.
Fu Ghaladar ad affidare ai Pirin l'alfabeto ieratico e ad ispirare leggi e unità di misura, che divennero un punto di riferimento per tutti i regni del continente...
I suoi animali sacri sono le lucciole e tutti gli esseri bianchi o albini, in quanto il bianco e l'oro sono i colori utilizzati dai fedeli del Dio. Fra tutti i popoli, quello più devoto a Ghaladar è sicuramente la stirpe dei Pirin di Lothriel, che Ghaladar considera il "proprio" popolo, e sempre a Lothriel si trova il maggiore tempio a lui dedicato.
La sua sposa favorita è Uhilyn, ma Ghaladar si è unito a numerose altre divinità generando molti figli. Per esempio, con la Dea Hèadah ha generato il Dio padrone delle tempeste, citato a pag.137 del romanzo "Le memorie di Helewen".
Il nemico giurato di Ghaladar è invece l'oscuro Belhagard, Signore della guerra e del chaos, che distrusse la fortezza di Nhirmason ma venne a sua volta sconfitto dal Dio della luce.
Fu Ghaladar ad affidare ai Pirin l'alfabeto ieratico e ad ispirare leggi e unità di misura, che divennero un punto di riferimento per tutti i regni del continente...
venerdì 7 marzo 2014
Nhirmason, la fortezza di alabastro
Si può solo tentare di immaginare lo splendore della fortezza che il Dio Ghaladar fece edificare dai suoi angeli sulla costa occidentale dell'Arionvallis, nella regione delle pianure di Uhjonar. Nhirmason, letteralmente il "Castello bianco", era realizzata interamente in alabastro, con decorazioni in avorio e perle. Un edificio dal candore ineguagliabile, il cui riverbero era visibile da lontano. La dimora del Dio era collegata ad un'altissima torre che fungeva da faro per i naviganti. Si dice che l'altezza spropositata e impressionante del faro si avvicinasse ai 4 fraganton (corrispondenti a 1'089 m), il triplo della casa-tempio che sorgeva sul lato est. Immaginando di "rovesciare" la torre in orizzontale, si otteneva la lunghezza del complesso monumentale, dai piedi del faro fino alle porte della casa-tempio. L'aspetto generale della fortezza, vista di lato, era quindi quello di una grande "L" bianca, poggiata sulla sommità di una collina.
Non sappiamo molto di come si presentasse il territorio circostante, prima che la fortezza venisse distrutta durante le guerre degli Dei. Ma in seguito a quei tragici eventi, la regione di Uhjonar divenne una landa sterile, di praterie a perdita d'occhio, incapace di generare boschi o di accogliere campi coltivati. Divenne un regno di nessuno, completamente disabitato, percorso solo dai venti. Solo alcuni resti di pietra, alabastro ricoperto dalla patina dei millenni ed eletto a dimora soltanto dai corvi e dagli uccelli marini, rimasero a testimonianza dell'antica grandezza di Nhirmason...
Non sappiamo molto di come si presentasse il territorio circostante, prima che la fortezza venisse distrutta durante le guerre degli Dei. Ma in seguito a quei tragici eventi, la regione di Uhjonar divenne una landa sterile, di praterie a perdita d'occhio, incapace di generare boschi o di accogliere campi coltivati. Divenne un regno di nessuno, completamente disabitato, percorso solo dai venti. Solo alcuni resti di pietra, alabastro ricoperto dalla patina dei millenni ed eletto a dimora soltanto dai corvi e dagli uccelli marini, rimasero a testimonianza dell'antica grandezza di Nhirmason...
venerdì 22 marzo 2013
Il tempio di Ghaladar a Lothriel
Il grande tempio di Ghaladar, edificato a Lothriel nella Terza Era, è ritenuto unanimemente l'edificio più perfetto che sia stato costruito da mortali. Le sue misure, sono state prese come modello per il canone di misurazione utilizzato in seguito in tutte le terre civili del continente. Si tratta di un santuario a pianta cruciforme, alto 1 fraganton (corrispondente a 272,25 m) e i cui lati misurano ognuno 1 faaon (273,75 m), coprendo un'area di 1 qunaon (74'939,063 m2).
Le pareti sono state costruite utilizzando il pregiato marmo bianco di Lothriel, noto per la sua peculiarità di essere privo di venature, mentre i tetti e le sei cupole sono rivestiti d'oro puro.
Pur essendo dedicato al Dio della luce, il tempio costituisce una sorta di pantheon, con cappelle secondarie dedicate a tutti gli Dei dei quali i Pirin onorano il culto.
Della costruzione del grande tempio di Ghaladar si parla da pag. 62 a pag. 78 del romanzo "Le memorie di Helewen".
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