Visualizzazione post con etichetta Amazzoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amazzoni. Mostra tutti i post

domenica 13 agosto 2017

Anticipazioni "Le Gesta di Nhalbar": la grande guerra sta per cominciare!



Le profezie annunciavano da tempo che uno scontro di proporzioni inimmaginabili avrebbe accompagnato la venuta del predestinato, ma non sappiamo ancora quante e quali saranno le sue ripercussioni sull'intero continente di Gaimat. Lo scopriremo presto, nel volume conclusivo della trilogia: "Pirin - Volume III - Le Gesta di Nhalbar". Per il momento gustatevi un inedito artwork di Sebastiano B. Brocchi ispirato a una delle epiche battaglie che faranno da sfondo agli eventi del nuovo romanzo!

sabato 7 maggio 2016

Appendice extra: la civiltà degli Uomini del deserto e le Amazzoni



Cari lettori, pubblichiamo oggi un complemento extra all'appendice "Le civiltà del Gaimat" che trovate in fondo al primo volume della trilogia, "Le memorie di Helewen". Questa pagina inedita è dedicata a due popoli delle terre del sud: i Rodiarion (Uomini del deserto) e le Welahirin (Amazzoni). Si tratta in realtà di due facce di una stessa etnia, in quanto il popolo delle Amazzoni ebbe origine dal distacco, in tempi remoti, di un gruppo di donne guerriere dal resto del popolo Rodiarion. Queste sono comunque costrette a tornare presso i villaggi dei Rodiarion quando desiderano generare dei figli. I figli maschi sono lasciati alla comunità Rodiarion, mentre le femmine seguono le madri per diventare Amazzoni.

venerdì 13 marzo 2015

L'abbigliamento delle Amazzoni



Le Welahirin del deserto meridionale hanno un abbigliamento piuttosto uniforme e codificato in base alle tradizioni della gerarchia militare. Questo permette alle diverse tribù nomadi di Amazzoni di riconoscere immediatamente l'appartenenza di una guerriera e il suo grado. La tintura in assoluto più utilizzata per i mantelli nei territori di Faieron e Halriel è il rosso cremisi, mentre le regine si distinguono dalle loro compagne indossando il verde. Sull'isola di Borhèa sono diffuse invece stoffe blu scuro, viola e rosa pallido. 
Dagli abiti neri si riconoscono, infine, le giovani Amazzoni che non abbiano ancora ricevuto l'iniziazione del deserto per diventare guerriere a tutti gli effetti.
L'unico tipo di armatura utilizzato dalle guerriere Welahirin è un caratteristico corpetto di cuoio, talvolta rinforzato con sottili placche di ferro, spesso riccamente decorato da inserti dorati (o argentati presso le Amazzoni di Borhèa). Dai simboli sul corpetto è possibile identificare la tribù di appartenenza di una guerriera. 
Sotto il corpetto, quasi tutte le Welahirin indossano leggere camicie di lino o seta bianca dalle maniche ampie e ariose, strette con dei lacci sopra i polsi per non impedire i movimenti durante il combattimento. Della stessa foggia i pantaloni, anch'essi allacciati sopra le caviglie per non impigliarsi durante la corsa o la cavalcata.


mercoledì 8 ottobre 2014

Gli altari del sole ad Halriel



Il regno di Halriel si trova nelle estreme propaggini sudoccidentali del continente, dove il deserto assolato e sabbioso incontra il caldo mare meridionale. Terre abitate perlopiù dagli uomini neri del popolo Rodiarion o Uomini del Deserto, e dalle fiere combattenti della stirpe delle Amazzoni. Le genti di questi luoghi sono le più devote al Signore del Sole e della Luna, il Dio Halnihaiad, anche invocato con il nome Halhaiad, detto il chiarificatore. Mentre il culto lunare è particolarmente vivo nell'isola di Borhèa, nel regno di Halriel (che significa proprio Regno del Sole) sono stati eretti numerosi altari monumentali dedicati all'astro del giorno. 
Si tramanda, infatti, che quando gli Dei vivevano accanto ai mortali nel basso mondo, proprio ad Halriel sorgesse la fortezza abitata dal Dio Halhaiad. Anzi, ad ascoltare i canti tramandati in queste contrade, proprio la costante vicinanza di Sole e Luna sarebbe stata la causa dell'inaridimento della regione fino a renderla un mare di dune di sabbia. Questo non è vissuto dagli indigeni come una maledizione celeste, al contrario: il deserto è considerato un dono del sole. Le Amazzoni ritengono il deserto un luogo di iniziazione, poiché è con un periodo di solitudine nelle dune (con la sola compagnia della propria cavalcatura) che si tempra lo spirito delle giovani donne guerriere prima di essere accolte ufficialmente nella comunità. L'ostilità del deserto è dunque vista come una prova offerta dal Dio per vincere i propri fantasmi. Per le Amazzoni, colei che ha affrontato e superato il deserto non avrà più paura di nulla. Questa profonda gratitudine nei confronti del sole spinge le Welahirin a recarsi presso gli altari, in periodi prefissati, per compiere delle offerte. 


martedì 30 settembre 2014

Archi e arcieri




Le diverse civiltà del Gaimat hanno sviluppato varie tipologie di archi, spesso associate ad una particolare modalità di utilizzo. I Pirin sono il popolo che più ha perfezionato la tecnica costruttiva, ottenendo armi molto precise anche a grande distanza. Gli archi di Lothriel sono tuttavia rari e pregiati: spesso rivestiti in avorio, madreperla, o metalli preziosi, con frecce dalle punte in quarzo bianco o placcate d'oro (talvolta investite di poteri magici al momento della loro forgiatura). Se ne vedono raramente sui campi di battaglia del continente e quelli che vengono venduti dai mercanti sono talmente costosi che chi li acquista, in genere, preferisce esporli come oggetti ornamentali nella propria magione. Anche a Lothriel queste armi sono perlopiù usate a scopo cerimoniale. 
Il popolo dei Duharion ha sviluppato invece un'eccellente industria di archi da guerra per fanteria, di fattura resistente e ottima flessibilità (notevole, in particolare, l'industria della città di Duhjum). Sono archi lunghi a curvatura unica, solitamente in legno di tasso, dalla gittata molto estesa. Superano, in questo, gli archi (più corti) usati dai Sandarion, e sono perciò superiori a questi ultimi sul piano bellico. 
Archi meno potenti ma utilizzati con incomparabile maestria hanno valso molte vittorie anche alle Welahirin (Amazzoni) del deserto. Si tratta, in questo caso, di archi ricurvi e compositi, più leggeri e di dimensioni più piccole, che possono essere maneggiati con agilità anche a cavallo.