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domenica 14 febbraio 2016

Alla corte del Genio del Kautaymiri



"Volando rapido come un pipistrello nelle grotte e nei cunicoli che si diramavano nelle profondità delle grotte, l’Ustuymir raggiunse il palazzo sotterraneo in cui era assiso il Genio del Kautaymiri su uno scranno di pietra". (da "Le memorie di Helewen").

giovedì 25 dicembre 2014

Le guerre dei Folletti



Negli annali di Gaimat vengono ricordate diverse Ymirihagardi (o Guerre dei Folletti), ma ve ne furono molte di cui si è persa ogni memoria storica. Spesso, infatti, gli scontri di questi piccoli popoli della natura avvengono lontano dalle contrade civilizzate, nelle grandi foreste vergini e le lande selvagge...

I popoli di Folletti del continente sono quanto mai eterogenei, sia per aspetto che per popolazione e costumi. Alcuni dei loro regni contano migliaia di individui, altri non sono che piccole tribù, ma nell'uno come nell'altro caso è possibile che la loro presenza passi inosservata da parte delle civiltà confinanti. I Folletti sono esseri decisamente schivi, che tendono a mimetizzarsi con gli elementi del paesaggio che li hanno generati. 

Anche la grande guerra che per molti anni divise gli Ustuymiri (Folletti delle Piume) e i Banoymiri (Folletti delle Foglie) che si svolse ai piedi e alle pendici del monte Kautaymiri detto anche la Montagna Nera, è un evento tramandato soltanto dalla memoria di pochi sapienti, proprio perché si svolse a grande distanza dalle città dei mortali e non li coinvolsero salvo rare eccezioni. 

Gli scontri tra i Folletti si svolgono su campi di battaglia molto variegati, dato che questi esseri sono in grado sia di volare che di arrampicarsi facilmente su diverse superfici. Inoltre, alcuni di loro hanno sviluppato una forma di simbiosi con altri esseri viventi, che utilizzano anche in battaglia come cavalcature o animali da traino per i piccoli carri da guerra. 

Trattandosi di creature magiche, i Folletti risentono molto anche della presenza di particolari elementi del paesaggio che siano rivestiti della  fur (magia), come possono esserlo le grandi pietre sacre dei templi druidici, le fonti sacre o alcuni alberi secolari. Questi luoghi diventeranno allora dei tabù o, al contrario, saranno eletti a rifugio sicuro da alcune stirpi di Folletti rispetto ad altre che invece se ne terranno lontane. 

Le armi forgiate e utilizzate dai Folletti sono di vario tipo e composte di una grande quantità di materiali a seconda della stirpe di Folletti che le ha fabbricate. Tutti i Folletti hanno una grande inventiva nella scelta dei materiali e un innato amore per l'artigianato, sebbene si tratti di un artigianato profondamente diverso da quello delle razze mortali. Si ritiene, infatti, che i Folletti siano in grado di plasmare la materia senza utilizzare strumenti. Alcuni sostengono che la lavorino attraverso il suono della loro voce, altri che la sfiorino con particolari movenze delle mani in grado di imprimere nuove forme agli oggetti, ma si tratta appunto soltanto di supposizioni che nessuno è stato in grado di verificare...



sabato 26 gennaio 2013

La forgiatura di Hèren




"Inoltre, osservando in trasparenza lo smeraldo, gli sembrò di contemplare un orizzonte sommerso dal quale il suo spirito era quasi risucchiato, come in un sogno..."


Prima di giungere nelle mani del Genio del Kautaymiri, lo smeraldo Hèren ebbe diversi proprietari e una storia alquanto tormentata, attraversando le diverse Ere del mondo. Secondo un racconto conservato nella biblioteca di Lothriel, lo smeraldo fu creato dalla magia congiunta di Pengranah e Hèadar. Il suo nome, Hèren, significa "Immagine d'acqua" o "Volto d'acqua", poiché in esso sembra di contemplare gli abissi marini. 
Inizialmente, si trattava di un'unica pietra, delle dimensioni di un uovo di gallina, incastonata sul puntale della cupola del palazzo del Dio del mare. Rubata in occasione di una battaglia tra gli Angeli del mare e del cielo, venne accidentalmente spezzata in tre frammenti dalla spada del suo stesso creatore, Hèadar, che tentava di riappropriarsene. I tre pezzi di smeraldo furono però raccolti da Angeli del cielo prima che ricadessero in mare, e perciò portati alla fortezza Hashàndrucil presso il Dio Foladar. Fu quest'ultimo ad incastonarli in un gioiello d'oro e madreperla a forma d'insetto alato...
All'epoca della grande guerra degli Dei, Belhagard riuscì con l'inganno a farsi affidare il gioiello da Foladar. Sapeva, infatti, che le sue oscure magie non avrebbero avuto alcun effetto fintantoché il Dio dell'aria fosse rimasto in possesso dello smeraldo. Il Signore del Chaos, in seguito, nascose la sacra pietra nelle oscure grotte di Kautaymiri, dove rimase dopo la sua sconfitta e la cattura o l'esilio dei Titani suoi seguaci. Qui venne trovata dal Genio, che da quel giorno la conservò, separandosene soltanto in rare occasioni, in cui accettò di concederla ad eroi che gliela chiesero in prestito per compiere alcune delle più grandi imprese narrate negli annali di Gaimat...