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domenica 3 luglio 2016

L'architettura di Pegmenjaba



Cresciuta in una sorta di isolamento culturale rispetto al resto del continente, la civiltà insediatasi nella Valle di Pegmenjaba, anche conosciuta come la Valle dei Funghi Giganti, ha sviluppato un'architettura alquanto differente dai modelli vigenti nelle regioni confinanti. Gli edifici innalzati dai Pegmenjabaroi presentano una grande varietà di forme, accomunate però da alcune caratteristiche strutturali comuni. Fusi con le mura che sembrano "spalmate" sul paesaggio, gli edifici sono interamente coperti di una particolare calce dall'aspetto calcareo, bianco grigiastra, che li riveste persino sui tetti. Tetti, cupole, guglie e pinnacoli, appaiono quindi come propaggini di questi edifici dalle strane forme, senza soluzione di continuità con le pareti: a differenza che altrove non sembrano essere conosciuti o praticati rivestimenti in paglia, tegole, piode o placche metalliche. Tra i tetti spuntano numerosi comignoli, a testimonianza della grande quantità di camini con i quali i Pegmenjabaroi tentano di contrastare il clima costantemente umido della loro valle. Sempre a causa dell'umidità, che tende a rendere fangosi i terreni tra una casa e l'altra, i Pegmenjabaroi hanno iniziato a edificare un reticolo di strade sopraelevate che collegassero i principali edifici delle loro città, e in particolare della capitale Adesi Nothar. 

domenica 14 dicembre 2014

L'abbigliamento dei Pegmenjabaroi



Gli abiti confezionati nella valle di Pegmenjaba hanno, in genere, una scarsa qualità sartoriale sia nella precisione delle cuciture (ridotte al minimo indispensabile) che nel ricamo delle stoffe, le quali sfoggiano disegni poco elaborati e tinte poco costose. 

Questo non si deve ad una scarsa propensione artistica dei Pegmenjabaroi, bensì alle condizioni climatiche della valle, in cui l'estrema umidità e il proliferare di muffe tendono a deteriorare le stoffe in modo molto più rapido che altrove. Questo ha spinto la civiltà autoctona a sviluppare diverse soluzioni ingegnose. Una di queste è l'utilizzo di motivi decorativi facilmente riproducibili, che non vengono ricamati bensì disegnati direttamente sulle stoffe con inchiostro. Gli elementi più pregiati di un abito, spesso, vengono impermeabilizzati con vari accorgimenti: ad esempio ricoprendoli di cere vegetali o resine. Largo uso viene dato ai materiali meno deteriorabili, tra cui il cuoio. Infine, il caratteristico odore di "affumicatura" che contraddistingue gli abiti di Pegmenjaba, è dato dalla diffusa abitudine di conservare gli indumenti in particolari guardaroba simili a gabbie di legno sospese, posti in prossimità dei focolari.

I colori degli abiti variano dal panna al grigio al verde marcio,  al giada, passando per il prugna o blu dai toni spenti. I motivi decorativi più utilizzati sono le espressioni del viso umano, ma anche i due animali simbolo della città di Adesi Nothar: la chiocciola e il parrocchetto.
In contrasto con la semplicità degli abiti, i Pegmenjabaroi sfoggiano copricapi e gioielli metallici molto sofisticati. 


giovedì 24 luglio 2014

Il camino di giada





"Di fronte al letto si stagliava un elegante ed ampio camino, che sembrava fatto di giada..." (da "Le memorie di Helewen")

L'impressione avuta da Domenir è corretta: il camino nella sua stanza è l'opera di un abile artigiano intagliatore che lo realizzò con pregiati blocchi provenienti dai giacimenti di giada della lontana valle di Pegmenjaba (uno dei maggiori centri di estrazione ed esportazione di questo minerale). Da Pegmenjaba la giada viene trasportata fino all'importante crocevia mercantile costituito dalla città di Duhjum, e da qui i mercanti partiti verso Occidente la rivendono nei feudi dell'Impero. L'anonimo intagliatore che realizzò la scultura del camino per la stanza di Villa delle Magnolie si ispirò, per le decorazioni, a ortaggi e comuni animaletti di campagna: in particolare, si possono notare baccelli di piselli, una chiocciola, un ragno, e una lucertola che sta per catturare una farfalla. La composizione è sormontata da una forma che ricorda quella di uno strumento agricolo, probabilmente un giogo per i buoi. Nelle tenute agricole dei nobili è facile imbattersi in simili raffigurazioni ispirate alla vita bucolica.